Caso Spadafora: Salvini vuole le dimissioni ma Di Maio frena

Scoppia il caso Spadafora, con Salvini che replica alle parole del Sottosegretario Cinquestelle e ne chiede le dimissioni, mentre Di Maio frena

Caso Spadafora, (Facebook)
Caso Spadafora, (Facebook)

È scontro al governo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul caso Spadafora. Il leader Cinquestelle frena sulle dimissioni chieste dal Carroccio per il sottosegretario, che in un’intervista a Repubblica aveva tacciato Salvini di essere “maschilista”.

Caso Spadafora, le parole del sottosegretario

Salvini non si era tirato indietro, e aveva risposto sui social al sottosegretario grillino: Cosa sta a fare Spadafora al governo con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano”. E ancora: “Certo se fossi lui avrei un problema, se pensa di stare al governo con fascisti, omofobi e maschilisti, la vive male, se si sente a disagio si dimetta”. Per poi sottolineare: “Non posso essere accusato di maschilismo, noi il 22 luglio regaliamo diritti alla sicurezza a milioni di donne italiane con il ddl sul Codice Rosso, stiamo facendo nei fatti per le donne vittima di violenza molto di più di quanto fatto in passato dalla sinistra”.

La risposta di Matteo Salvini

Giusto su questo punto Spadafora aveva attaccato Salvini: L’Italia vive una pericolosa deriva sessista. Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?”. Il riferimento era alle parole usate dal Vicepremier per definire il capitano della Sea Watch 3 Carola Rackete, secondo Salvini “criminale, pirata, sbruffoncella”.

Dalle pagine del quotidiano, Spadafora si era lanciato in una dura invettiva contro il vicepremier: “L’Italia vive una pericolosa deriva sessista. Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?”, ha affermato Spadafora, criticando “gli attacchi verbali del vicepremier alla capitana Carola. L’ha definita criminale, pirata, sbruffoncella. Parole, quelle di Salvini, che hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola, con insulti dilaganti per giorni e giorni sui social”. Insomma, un “brutto clima” contro le donne, “e la politica non dà il buon esempio”.

I commenti da parte della Lega

E’ in questo modo che si è aperta l’ennesima faglia nel governo gialloverde, con i leghisti che sostengono che le parole di Spadafora siano “gravi e inopportune”, come fa Massimiliano Romeo. Il quale aggiunge: “Spadafora, in virtù della sua carica, dovrebbe rammentare che Matteo Salvini ha operato in accordo con le leggi di questo Paese e con la sua funzione di ministro degli Interni, opponendosi con la giusta fermezza ad un comportamento censurabile e perfettamente ascrivibile ad una provocazione politica”. “Non accettiamo, dunque, offese gratuite o lezioni morali da nessuno: Spadafora rifletta sulle sue parole e ci porga delle scuse, o se preferisce le sue dimissioni”, conclude.