Insulti a Carola Rackete, Spadafora: “Salvini è maschilista e sessista”

Vincenzo Spadafora, in un intervista a Repubblica, ha parlato degli insulti rivolti a Carola Rackete dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Matteo Salvini e Carola Rackete
Matteo Salvini e Carola Rackete

Vincenzo Spadafora, in un intervista a Repubblica, ha parlato degli insulti rivolti a Carola Rackete dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il sottosegretario alle Pari opportunità ha attaccato il leader della Lega per aver definito la capitana della Sea Watch “criminale, pirata e sbruffoncella“. “Parole che hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro la Capitana con insulti dilagati per giorni e giorni sui social – ha accusato Spadafora. A Salvini però non è andata giù e ha risposto per le rime al sottosegretario: “Che ci sta a fare al Governo con me?”

Spadafora contro Salvini

Quello che appariva come l’ennesimo scontro all’interno della maggioranza ha però per adesso portato parecchie conseguenze. Innanzitutto è stata annullata la presentazione prevista per martedì 9 luglio di Spadafora e della Minsitra Giulia Bongiorno del primo censimento nazionale dei centri antiviolenza. Il motivo ufficiale non è stato riferito, ma sicuramente lo scontro tra Salvini e Spadafora ha influito nella decisione finale.

“L’Italia vive una pericolosa deriva sessista – aveva detto Spadafora -. Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?”. Non si era poi fatta attendere la replica di Salvini: “Cosa sta a fare il sottosegretario? Sta al governo con un pericoloso razzista e maschilista? Fossi in lui mi dimetterei“. E ancora: “Non ritenendomi un razzista e un maschilista non ho nulla da rispondere a scemate del genere. Se mi ritiene così brutto si dimetta e faccia altro nella vita. Ci sono delle ong che lo aspettano“.

Lega chiede le dimissioni

Anche alla Lega non sono andate giù le dichiarazioni di Spadafora. “Non accettiamo offese gratuite o lezioni morali da nessuno. Spadafora rifletta sulle sue parole e ci porga delle scuse, o se preferisce le sue dimissioni – ha tuonato il senatore Massimiliano Romeo. Della stessa opinione anche il capogruppo dei deputati Riccardo Molinari. “La gravità delle parole di Spadafora è sotto gli occhi di tutti. Si può anche dissentire dal pensiero di un membro del governo di cui si fa parte, ma c’è modo e modo e a tutto, comunque, c’è sempre un limite. Delle due l’una: Spadafora si scusi subito o si dimetta”.

Erika Stefani, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, ha continuato: “Utilizzare il dramma della violenza che troppe donne hanno subito o subiscono per attaccare Salvini è vile. Sono costernata. La politica non dovrebbe mai arrivare a questo livello”.

Le altre reazioni politiche

Sull’argomento è intervenuta anche Giorgia Meloni, che ha definito le parole di Spadafora “deliranti”. La leader di Fratelli d’Italia ha espresso poi la propria solidarietà a Salvini. Anche Maria Stelle Gelmini si è schierata con il leader della Lega. “Il cinismo di Spadafora è incredibile. Attacca le regioni e i centri antiviolenza negando di non aver dato i fondi per loro previsti e oggi che tutti attendevano la cabina di regia per discutere finalmente del piano antiviolenza Spadafora annulla tutto perché non solo non ha idee ma con la sua intervista ha fatto arrabbiare la Lega e Salvini. Siamo davvero allo sbando”.

“In Italia – attacca infine Mara Carfagnauna donna su tre subisce violenza e una ogni tre giorni viene uccisa. Questi sono i dati su cui tutti dovremmo concentrare la nostra attenzione e rivolgere il nostro impegno. La lotta alla violenza maschile deve unire, non dividere, deve generare scelte bipartisan, come è sempre stato, non diventare un terreno di scontro interno al governo”.

Di tutt’altro parere le opinioni degli esponenti Pd. “Fa piacere – dice Lucia Annibali – leggere che anche il Sottosegretario Spadafora si sia finalmente accorto che c’è una responsabilità politica precisa di alcuni ministri del suo governo nella ‘pericolosa deriva sessista’ che sta vivendo il nostro Paese. Noi lo denunciamo da tempo nel silenzio generale”. Mentre Valeria Fedeli dichiara: “Ci fa piacere che il sottosegretario Spadafora si accorga oggi dell’ ‘odio maschilista’ nei confronti delle donne vittime di continui attacchi verbali da parte di esponenti di spicco del governo di cui lui stesso fa parte. Peccato però che tutta questa indignazione resti un vuoto esercizio retorico. Visto che in un anno non è stato fatto nulla per contrastare in concreto la violenza contro le donne”.