CasaPound lascia la politica: non più partito ma solo Movimento

CasaPound cambia volto: lascia la politica e rimarrà come movimento. Ciò non significa, precisa il Presidente Iannone, un passo indietro sulle battaglie

CasaPound vince la causa contro Facebook
CasaPound vince la causa contro Facebook (foto repertorio)

“Abbandoniamo l’esperienza elettorale, ma la battaglia per il sovranismo continua”, questo l’annuncio di CasaPound. Che in questo modo fa sapere di abbandonare l’esperienza politica, dopo aver ottenuto solo lo 0,3% alle ultime elezioni.

Gli attacchi a CasaPound

Il movimento politico aveva di recente subito un attacco dall’Anpi, che ne chiedeva lo scioglimento in quanto vicino a posizioni neofasciste. A favore della proposta si era dimostrato anche Roberto Saviano. L’ex partito era anche stato al centro, nei mesi scorsi, di una polemica legata alla casa editrice Altaforte, ritenuta vicina agli ambienti di CasaPound e per questo esclusa dal Salone del Libro di Torino. E solo ieri Virginia Raggi aveva ordinato di rimuovere la scritta con il nome del partito dal palazzo di via Napoleone III a Roma.

Le motivazioni di CasaPound

A spiegare le motivazioni della decisione è il Presidente di CasaPound, Gianluca Iannone. “In seguito all’esperienza delle ultime elezioni europee e al termine di una lunga riflessione sul percorso del movimento dalla sua fondazione a oggi, CasaPound Italia ha deciso di mettere fine alla propria esperienza elettorale e partitica”, spiega Iannone. “La decisione di oggi non segna affatto un passo indietro, da parte del movimento, ma anzi è un momento di rilancio dell’attività culturale, sociale, artistica, sportiva di Cpi, nel solco di quella che è stata da sempre la nostra identità specifica e originale”. Un’occasione, quindi, “per tornare a investire tempo ed energie nella formazione militante, particolarmente essenziale, dati i nuovi pruriti liberticidi della sinistra”.

Ma CasaPound non verrà sciolta, anzi.“Cpi intende sfruttare il suo bagaglio di vivacità culturale, radicamento sul territorio ed energia militante per contribuire a quella che resta la sfida cruciale da qui ai prossimi anni, dialogando con tutte le forze che si oppongono alle follie globaliste e hanno a cuore i destini della nazione”, precisa Iannone.

L’attacco ai detrattori

Ma, come riporta Il Giornale, c’è spazio anche per l’attacco ai detrattori del movimento. “Mai avevamo assistito a un dibattito politico anche se sarebbe meglio dire di cronaca giudiziaria quasi costantemente incentrato, in epoca di povertà, austerity, crisi economica decennale e scippo di sovranità nazionale, su un movimento che, dati elettorali alla mano, tutto rappresenta fuorché un reale rischio di occupazione maggioritaria delle istituzioni”, fanno sapere da Casapound. Si conclude quindi l’esperienza politca, ma non quella di militanza, che continuerà su tutto il territorio. E, fanno sapere da CasaPound, con “amore incondizionato verso la grande Nazione che si chiama Italia”.

Redazione CiSiamo
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