Whirlpool Napoli, Di Maio sapeva della situazione da 2 mesi

Della chiusura dello stabilimento Whirlpool a Napoli Di Maio sapeva da aprile. E' quanto emerge da alcuni documenti visionati da Politico.eu

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Luigi di Maio avrebbe saputo della situazione della Whirlpool di Napoli da due mesi. Questo è quanto rivela Politico.eu, secondo cui ci sarebbero documenti che attestano come il Ministero dello Sviluppo Economico fosse stato avvisato della chiusura già due mesi prima che scoppiasse il caso.

Whirlpool Napoli, Luigi Di Maio sapeva da aprile

Politico dice di aver visionato i documenti, in particolare una lettera risalente a inizio aprile, inviata dall’azienda a Di Maio. Nella lettera Whirlpool avrebbe fatto sapere che non avrebbe più investito 17 milioni nello stabilimento napoletano. La motivazione addotta è un calo della domanda nel settore di produzione dello stabilimento, che nello specifico si occupa di produrre lavatrici.

Secondo Politico sarebbe stata anche indicata la soluzione per evitare la chiusura, ovvero un nuovo potenziale investitore, di cui si farebbe il nome nella lettera. Questa persona avrebbe potuto rilevare lo stabilimento, e così riuscire a impedire la chiusura e il licenziamento di molti lavoratori. Un documento, quindi, che smentirebbe le parole pronunciate non più tardi del 13 giugno proprio da Di Maio, che ha dichiarato. “Tutti sapevano che Whirlpool stava vivendo una crisi a Napoli, ma non che volevano lasciare la città”.

Le accuse di Carlo Calenda

Le affermazioni di Politico sono supportate anche dal braccio destro di Nicola Zingaretti, Carlo Calenda, predecessore di Di Maio al Mise. Il quale, il 12 giugno scorso aveva affermato a l’Aria che Tira che Luigi Di Maio “ha mentito al Paese e agli operai su Whirlpool”. Perché in realtà il vicepremier “sapeva della chiusura di Napoli da inizio aprile. Ha incaricato Invitalia di analizzare il nuovo possibile investitore in sostituzione di Whirlpool. Non ha ricevuto i sindacati che hanno chiesto incontro, ha aspettato le europee e poi ha fatto scene indecorose di finta indignazione”.

Le affermazioni di Di Maio sulla Whrlpool

Per contro, Di Maio il giorno successivo stesso aveva negato con assoluta certezza che le cose stessero così. E anzi, con l’apertura del tavolo di confronto tra il Mise e la Whirlpool, Di Maio aveva dichiarato di essere “stanco delle multinazionali che firmano accordi con il Governo e quando vogliono chiudono gli stabilimenti, mettendo in discussione gli accordi sottoscritti. Chi viene in Italia deve rispettare le regole, imprenditori e lavoratori”. Tanto che l’11 giugno aveva chiesto la revoca degli incentivi statali alla Whirlpool, accusando anzi l’azienda di aver preso fondi pubblici senza avere però una soluzione per la crisi aziendale.

Redazione CiSiamo
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