Sblocca cantieri, testo in Aula: c’è l’accordo

Sblocca cantieri; il testo arriva in aula dopo che Lega e M5S hanno raggiunto un accordo grazie ad una telefonata chiarificatrice tra Salvini e Di Maio

Soldi russi alla Lega, interviene Di Maio
Soldi russi alla Lega, interviene Di Maio

Sblocca cantieri, il testo del decreto legge arriva in Aula al Senato, a partire dall 9.30 del 5 giugno, ma sarà votato solo giovedì 6 giugno. C’è dunque l’accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega, dopo una telefonata chiarificatrice tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nelle ore successive all’ultimatum di Conte, dunque, sembra che i due vicepremier abbiano preso sul serio l’avvertimento del Presidente del Consiglio. Pare sia stato Di Maio a prendere l’iniziativa di seppellire l’ascia di guerra e sfoderare invece il telefono per chiamare il suo omologo leghista.

La mossa è stata vista con favore da Palazzo Chigi, dove in proposito si dice che il ritorno al dialogo “è una buona premessa proprio come auspicato nel discorso di Conte, per procedere nella giusta direzione”.

Sblocca cantieri, il testo dopo l’accordo

Si scioglie così uno dei nodi, che riguardava l’emedamento della Lega sullo stop di due anni al codice degli appalti. Ora il testo prevede la sospensione di alcune parti del codice stesso e solo la modifica di altre, tenendo conto dei lavori delle commissioni di merito. Nessuna sospensione del codice, dunque, nell’accordo tra Lega e M5S.

Il commento di Luigi Di Maio

A proposito dell’accordo raggiunto sul testo dello sblocca cantieri, Di Maio commenta: “Sono contento che i gruppi parlamentari stiano lavorando e abbiano raggiunto un accordo”. Così infatti “si sospenderanno dal codice degli appalti le tre norme su cui siamo sempre stati d’accordo e che ci consentiranno di creare un Paese sempre più efficiente e con meno scartoffie che hanno rallentato l’economia del Paese senza sacrificare né la legalità né i controlli” ha detto il Vicepremier. “Sono contento che non ci sia stato un intervento di sospensione sulle norme di sicurezza sul lavoro perché dobbiamo fare di più sul tema e non togliere garanzie”.

Confindustria preoccupata

Tuttavia, l’accordo crea qualche perplessità a Confindustria. Dubbi permangono per quanto riguarda l’emendamento “che mira a eliminare la colpa grave e, quindi, la conseguente responsabilità erariale a carico dei funzionari pubblici che firmino la revoca dei contratti di concessione autostradale” si legge in una nota di Confindustria.

Infatti, “si tratta di una norma irragionevole che modificherebbe, nei fatti, i contratti in essere tra lo Stato e le società concessionarie con l’effetto di aumentare fortemente la percezione di inaffidabilità del nostro Paese per investitori e imprenditori generando conseguenze gravi per l’intero sistema produttivo”. E’ per queste ragioni che Confindustria “confida che l’emendamento sia al più presto cancellato e che si abbandoni ogni ipotesi analoga”.