Crisi di Governo: le date possibili per tornare al voto

Crisi di Governo, l'esecutivo non è mai stato in bilico come ora, dopo l'ultimatum di Conte. Se si dovesse tornare al voto, le tempistiche imporrebbero il voto in estate o a settembre.

Crisi di governo, possibili date di voto
Crisi di governo, possibili date di voto

La crisi di Governo è a un passo. Salvini e Di Maio continuano il loro tira e molla, e il premier Giuseppe Conte non ci sta più. In conferenza stampa ha dato quindi un ultimatum ai suoi due vicepremier, mettendo sul tavolo le sue dimissioni se non smetteranno di provocarsi a vicenda. A quel punto però la crisi di governo sarebbe inevitabile, come inevitabili sarebbero le elezioni anticipate. Quando però, è ancora da stabilire.

Crisi di governo, le date possibili

Per convocare le consultazioni elettorali, in Italia, ci sono tempi ben precisi. Innanzitutto il decreto del Presidente della Repubblica che stabilisce la data del voto deve essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro e non oltre il 45esimo giorno che precede la data prescelta. Per organizzare il voto all’estero ci vogliono almeno 60 giorni, e anche questo è un dato da considerare. E poi, i tempi sono stretti anche per la presentazione delle liste, entro 30 giorni dal voto.

Voto a luglio

Ipotizziamo che la crisi di governo si concretizzi nei prossimi giorni con le dimissioni del Premier Conte e un conseguente scioglimento del contratto di Governo. I tempi per votare prima dell’estate sono molto brevi. Infatti, la convocazione del voto dovrebbe avvenire entro il 15 di giugno. Di conseguenza le prime date plausibili per tornare alle urne sarebbero il 28 luglio o il 4 agosto.

Il che vorrebbe dire tornare a votare con mezza Italia già in vacanza, magari all’estero, cosa che renderebbe difficile per gli elettori recarsi alle urne. Del resto, visti i dati dell’affluenza alle ultime elezioni di domencia 26 maggio, che si sono attestati al 56,09%, è facile immaginare quale potrebbe essere il risultato di una votazione in estate. Inoltre, poiché le Camere devono riunirsi non oltre il 20esimo giorno dalle elezioni, deputati e senatori dovrebbero trovare il modo di riunirsi entro il 17 agosto. In definitiva, un voto prima di Ferragosto è improbabile.

Elezioni a settembre

La seconda opzione, forse più plausibile rispetto al voto a luglio, è quella di tornare alle urne in autunno. Se le liste fossero presentate intorno a Ferragosto si potrebbe pensare di andare a votare il 15 settembre, e in questo caso le Camere andrebbero sciolte entro il 15 luglio. Del resto, anche a settembre i tempi sono stretti, perché il 30 settembre deve essere presentato alle Camere il Documento di Economia e Finanza che contiene gli obiettivi econonomici per l’anno 2020. E non si può ritardare: entro il 15 ottobre il Def deve essere a Bruxelles, per essere poi approvato dalle Camere, in modo definitivo, entro il 31 dicembre. E’ da escludere come data per il voto, dunque, quella del 29 settembre, troppo a ridosso della presentazione del Def. Resterebbe, come ultima opzione, quella del 22 settembre.