Ballottaggio elezioni comunali 2019: spunta l’accordo Lega-M5S

Ballottaggio elezioni comunali a Malnate, l'accordo Lega-M5S rischia di diventare un caso nazionale poiché è stato firmato all'insaputa dei vertici grillini dal delegato di lista, che è anche il padre della candidata leghista.

A Malnate, per le elezioni 2019 si sta scatenando un putiferio. In questo piccolo comune del varesotto, poco più di 16mila abitanti, si tornerà alle urne per il ballottaggio tra le due candidate che hanno ottenuto la maggior parte dei voti. E da una parte ci sarà Maria Irene Bellifemine, candidata del Pd, dall’altro, per la Lega, ci sarà Daniela Gulino.

Ma se al primo turno la Gulino era solo la candidata della Lega, questa volta, per la prima volta nella storia del M5S, sulla scheda elettorale il simbolo pentastellato sarà accanto a quello della Lega a sostegno della sua candidata a sindaco. E questo è un caso che da locale rischia di diventare nazionale.

Ballottaggio comunali 2019: l’accordo segreto tra M5S e Lega

Già, perché si tratta di un accordo che potrebbe far arrossire molti, soprattutto perché è stato firmato senza che i vertici grillini ne sapessero nulla. Del resto, è un accordo che si potrebbe dire stretto “in famiglia“, dato che ne è l’artefice il delegato di lista pentastellato, Giovanni Gulino, che è anche il padre della candidata sindaco della Lega, Daniela Gulino. Non ne è stato contento il candidato sindaco grillino, Domenico Mancino, che seppure fuori dai giochi con un 7,24% alle primarie ha ribattuto: “Hanno votato in mia assenza e questo è grave”.

L’accordo Lega-M5S arriva ai vertici

Del caso si occuperanno ora i vertici del M5S, e il deputato Niccolò Invidia annuncia provvedimenti contro Gulino. Infatti, sottolinea Invidia, Giovanni Gulino ha agito per motivi familiari e a titolo personale, non rappresentando la volontà né del M5S, che non fa apparentamenti, né della sua lista e del suo candidato sindaco, che non ha mai voluto nulla di tutto questo. E’ un gesto di tradimento per il quale potrebbero esserci sia azioni legali che un’espulsione”.

Intanto però, domenica 9, al voto, gli elettori cinquestelle troverannon il loro simbolo a sostegno della candidata leghista. E il problema sta tutto nel “buco normativo”, come lo chiama Invidia, che “non permette allo stato attuale al candidato sindaco di ritirare le deleghe al delegato di lista”. Del resto, conclude Invidia, “è una situazione che ci mette certamente in imbarazzo e dalla quale prendiamo le distanze”.

Il parere della candidata Gulino sull’accordo Lega-M5S

Del passo sembra però convinta la stessa candidata Daniela Gulino, che dalla sua pagina Facebook parla di un “lavoro intenso e trasparente che ci ha permesso di federarci”.

Redazione CiSiamo
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