Maurizio Belpietro a l’Unità, direttore per un giorno

Maurizio Belpietro sarà direttore de L'Unità per un giorno, per firmare il numero annuale che salva la testata dalla chiusura

Maurizio Belpietro sarà direttore de L'Unità per un giorno, per firmare il numero annuale che salva la testata dalla chiusura

Maurizio Belpietro approda a L’Unità. Ed è legittimo domandarsi come il fondatore e direttore de La Verità, che delle sue posizioni conservatrici non fa mistero, possa firmare il quotidiano fondato da Antonio Gramsci.

La richiesta a Belpietro di firmare L’Unità

L’Unità non esce quotidianamente da due anni, ma l’editore responsabile della richiesta a Belpietro è tenuto alla pubblicazione di almeno un numero all’anno, pena il decadimento della testata. Così, come nel 2018, anche questo 25 maggio il giornale è andato in stampa, ed è stato pubblicato. Ma ogni testata ha bisogno di un direttore, e così l’editore ha “preso in prestito” quello de La Verità.

Così Belpietro ha accettato la proposta, “pur non condividendo nulla di quanto è mai stato scritto su quel giornale”. Il motivo? “L’ho fatto per la libertà di stampa”, ha dichiarato.

Le polemiche

Eppure sulla firma del quotidiano di Gramsci non sono stati tutti d’accordo. Anzi, le polemiche sono piovute sulla scelta da parte della sinistra italiana, con il deputato LeU Roberto Speranza che la definisce “un insulto alla storia gloriosa del quotidiano”.

Ma nemmeno il comitato di redazione del giornale pare sostenere il nuovo direttore per un giorno. Tanto che nel comunicato diffuso si parla di “affronto alla storia del quotidiano”. E a indispettire maggiormente la redazione è che la comunicazione sia arrivata “all’improvviso” nel pomeriggio precedente all’uscita del numero annuale. E soprattutto “senza alcuna comunicazione da parte dell’amministratore delegato, quando in redazione era in chiusura il numero speciale”.

Per il comitato di redazione si tratta di “un gesto gravissimo“, che oltre ad essere una “violazione delle regole contrattuali” costituisce soprattutto un “insulto alla tradizione politica di questo giornale e della sinistra italiana”.

La risposta di Belpietro

Belpietro, dalle colonne de La Verità ribatte: “Altro che xenofobo, come mi dipinge qualcuno, perché sostengo che i migranti vanno rimandati a casa”, scrive. “Io non sono né razzista né fascista. Sono uno spirito libero. Tanto da decidere di firmare L’Unità per un giorno”. E dopo aver parlato a lungo delle libertà di stampa chiosa: “Di un altro censore della libertà di opinione garantita dall’art. 21 della Costituzione non ha bisogno (la libertà di stampa, ndr). Semmai c’è bisogno di lettori ai quali raccontare i fatti senza censure e pregiudizi”.

Redazione CiSiamo
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