Alessandra Moretti (Pd): “Dobbiamo impegnarci per un’Europa politica”

Alessandra Moretti, candidata con il Pd alle elezioni europee racconta in un'intervista a Ci Siamo il suo sogno di un'Europa fondata sull'uguaglianza di responabilità tra Paesi

Alessandra Moretti
Alessandra Moretti, candidata con il Pd alle elezioni europee racconta in un'intervista a Ci Siamo il suo sogno di un'Europa fondata sull'uguaglianza di responabilità tra Paesi

Sono alle porte le elezioni europee 2019, quando tutti gli Stati membri dell’Unione saranno chiamati a scegliere i loro nuovi rappresentanti al Parlamento Europeo. Alessandra Moretti, già vicesindaco di Vicensa e consigliera regionale del Veneto, e ora candidata con il Pd, spiega a Ci Siamo il sogno di un’Europa come quella di Altiero Spinelli.

Come mai ha scelto di candidarsi?

Perché credo che l’Europa vada cambiata. Io ho esperienza politica a livelllo territoriale come consigliera regionale in Veneto. E credo sia importante che in Parlamento Europeo vada gente preparata, che ha già fatto esperienza e conosce il territorio.

Quali sono in Europa le emergenze a cui fare fronte?

Sicuramente bisogna rendere omogenea la politica fiscale europea, cosa che ora non è. Inoltre c’è una grave emergenza per quanto riguarda la discriminazione nei confronti delle donne, per le quali esiste ancora una retribuzione media ridotta del 22% rispetto ai colleghi uomini a parità di mansioni. Inoltre bisognerà attuare politiche a favore delle famiglie, in modo che i comuni italiani, attraverso i bandi europei, possano garantire welfare adeguati per promuovere tempi di lavoro conciliabili con quelli di vita, per le donne. E si dovranno garantire ai comuni gli strumenti adeguati per far fronte e sconfiggere le disuguaglianze. In particolare, i comuni vanno aiutati ad “agguantare” i bandi europei che già ci sono.

Quali sono i temi di cui vorrebbe occuparsi maggiormente se venisse eletta?

Sicuramente i temi sono quelli che ho già enunciato, e che costituiscono i pilastri su cui bisogna lavorare. Lavorerei sull’uguaglianza, sulle imprese che è un tema legato fortemente a quello dello sviluppo e del diritto al lavoro. In particolare è necessario ribadire la questione della qualità del lavoro, e la sua dignità, anche nell’ottica del sostentamento alle famiglie. A queste bisogna garantire servizi adeguati, e un maggiore rispetto per la donna e le sue capacità. Ed è necessario pensare a misure per contrastare la denatalità. Una delle priorità infatti è quella del contrasto alla povertà e dell’esclusione sociale. Bene ha fatto l’Europa, a questo proposito, a stanziare dei fondi anche da questo punto di vista, per garantire ai bambini una formazione scolastica e assistenza sanitaria gratuita nei Paesi Ue.

Qual è il suo sogno di Europa?

Sogno un’Europa come Spinelli, che però non si è mai realizzata. Noi dobbiamo impegnarci per un’Europa politica, per far sì che tutti i Paesi si assumano uguali responsabilità. Dobbiamo fare sì che tutti i Paesi membri siano in grado di garanbtire uguali condizioni di vita, lavoro e crescita. Non deve essere più un’Europa tutta vincoli e bilanci, ma un’Europa capace di condividere impegni, problemi e sfide.