Manuel Ghilardelli (Lega): «Made in Italy e nuovi progetti per la crescita della nostra Europa»

Manuel Ghilardelli, esponente politico della Lega, ha rilasciato un'intervista a CiSiamo.info in qualità di candidato alle prossime elezioni europee.

Manuel Ghilardelli, candidato della Lega alle elezioni europee

Manuel Ghilardelli è il candidato alle elezioni europee per la Lega guidata da Matteo Salvini. L’esponente politico, nato a Castel San Giovanni nel 1976, è iscritto al partito del Carroccio dal 1995. E ora è sceso in campo nella circoscrizione nord-est in cui figurano Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto). Ghilardelli ha parlato a CiSiamo.info analizzando il proprio percorso politico.

Come ha percepito l’Europa, in qualità di cittadino, negli ultimi 5 anni?

«Come un’entità molto lontana dalle realtà, soprattutto quelle piccole. Io sono amministratore di un piccolo paese nel Piacentino, le informazioni sui contributi giungevano e giungono sempre all’ultimo. Per non parlare della burocrazia che di certo non agevola».

Cosa l’ha spinta nella decisione di candidarsi?

«Ho deciso di scendere in campo, con l’appoggio della Lega che mi inorgoglisce. Si tratta di una battaglia piuttosto importante. Credo sia un grande stimolo. L’Europa si fonda su presupposti economici e fiscali. Vorrei un’Europa politica in cui i membri eletto in Parlamento debbano scegliere il Commissario europeo. Quest’ultimo, a sua volta, deve portare avanti le iniziative. Cosa fondamentale è quella di mantenere fede all’autonomia dei territori, tra cui le Regioni».

Che Europa pensa che possa uscir fuori dopo le elezioni?

«Un’Europa in cui i socialisti avranno un peso minore. Spero si possa basare su presupposti base come alcuni principi fondamentali. Il tutto, ovviamente, nel rispetto delle autonomie locali».

A proposito dell’apertura nei confronti dei Paesi extra-europei come pensa che debba porsi l’Europa?

«Per prima cosa deve assicurare, attraverso un organismo sovranazionale, il rispetto delle frontiere: questo è un principio sacrosanto. Successivamente bisogna accogliere veramente i profughi di guerra. Chi invece è un clandestino, è giusto che faccia un altro percorso. Non bisogna accogliere il primo barcone che passa».

Pensa che il Cristianesimo sia un valore fondante dell’Europa?

«Gli ideali di pace e libertà sono assolutamente da preservare. Sappiamo che nella nostra millenaria civiltà abbiamo acquisito un rispetto delle diversità, delle minoranze e nel rispetto dell’uguaglianza».

Se dovesse pensare a qualcosa di buono fatto dall’Europa negli ultimi 5 anni, cosa le verrebbe in mente?

«Sicuramente l’apertura delle frontiere dei vari Stati ha permesso un movimento dei giovani in altre parti d’Europa. Tutto questo apre un confronto diretto e importante. L’iniziativa, tipo Erasmus, è sicuramente una fonte di ricchezza per conoscere le altre culture.

Se dovesse essere eletto al Parlamento Europeo, di cosa vorrebbe occuparsi principalmente?

«Sistema di produzione locale e sicuramente il Made in Italy. La trasparenza di ciò che troviamo nelle nostre tavole e non solo. Il design e le produzioni di alta qualità che solo in Italia possiamo trovare: bisogna indicare bene l’origine del prodotto e il luogo della lavorazione».