Marco Dreosto (Lega): “Vogliamo cambiare questa Europa”

Marco Dreosto, 50 anni, sposato con due figli, si candida alle europee. Rappresenta uno dei volti nuovi della Lega, che il partito ha voluto lanciare alle europee.

Marco Dreosto
Marco Dreosto

Marco Dreosto, 50 anni, sposato con due figli, si candida alle europee. Rappresenta uno dei volti nuovi della Lega, che il partito ha voluto lanciare alle europee dopo che è stato protagonista in positivo nell’amministrazione del proprio territorio. “Il movimento è cresciuto, c’è bisogno di persone nuove che hanno accumulato una discreta esperienza sul territorio per portare le esigenze nazionali in Europa”.

Se dovesse venire eletto, quali istanze vorrebbe portare?

“La Lega molto probabilmente sarà il secondo partito in Europa. Adesso avremmo quindi più possibilità di farci sentire. Una delle maggiori difficoltà che io ho riscontrato come amministratore locale è quella di poter accedere alle risorse che l’Europa mette a disposizione. L’Italia negli ultimi anni ha versato nelle casse dell’Europa 50 miliardi in più di quelli che ha percepito. Questo proprio perché la procedura per chiedere i fondi è molto complessa. Riassumendo, il mio impegno sarà quello di recuperare quelle risorse che sono già disponibili per questo Paese“.

La Lega come vuole cercare di incidere in Europa?

“La Lega ha le idee molto chiare. Vogliamo cambiare questa Europa. Noi vogliamo costruire un nuovo progetto. Dobbiamo dare alle persone e ai popoli più opportunità e non solo vincoli, come al contrario avviene oggi. E’ necessario creare un sistema che tuteli di più ogni singolo stato. Prendiamo per esempio la situazione dei confini. Questi sono a oggi completamente abbandonati. Se l’Europa vuole essere madre e non matrigna deve avere più attenzioni per gli Stati e per i confini. Pensiamo solo alla poca tutela dei nostri marchi: la contraffazione del Made in Italy ci costa 50 miliardi all’anno”.

Le ritiene che anche il tema dei cambiamenti climatici sia oggi importante da affrontare?

“Il tema ambientale è sicuramente importante, è banale dirlo ma è così. Oggi la grande problematica è l’inquinamento. Purtroppo però si colpisce sempre la povera gente, che magari non ha i soldi per cambiare l’auto, mentre non si attaccano per esempio le grandi navi da crociera o le petroliere. L’inquinamento va combattuto a 360 gradi. Non è giusto colpire solo la povera gente che viene colpita da provvedimenti che magari non riesce nemmeno a comprendere”.

Redazione CiSiamo
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