Consiglio di Stato riassegna la scorta a Ingroia: “La mafia non dimentica”

Riassegnata la scorta ad Antonio Ingroia, ci ha pensato il Consiglio di Stato, che ha ravvisato un concreto "rischio" per la sua incolumità personale.

Riassegnata la scorta a Ingroia
Riassegnata la scorta a Ingroia

Riassegnata la scorta ad Antonio Ingroia, ci ha pensato il Consiglio di Stato, che ha ravvisato un concreto “rischio” per la sua incolumità personale e come lo stesso “non possa ritenersi a oggi del tutto escluso” dal medesimo, cioè dalle attenzioni di Cosa Nostra. A revocare la scorta all’ex magistrato fu l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti, un provvedimento che era stato poi confermato dal suo omologo e successore Matteo Salvini.

Riassegnata la scorta a Ingroia

L’organo amministrativo di massimo grado, presieduto da Franco Frattini, ha dunque accolto il contenuto dell’istruttoria presentata dall’avvocato Beatrice Miceli. Le dichiarazioni dell’ex magistrato, sulla sentenza, riportate dalla gazzetta del Sud on line, non lesinano attacchi a una certa politica “arbitraria” e una “strusciata” agli ex colleghi: La politica mi ha tolto la scorta e la giustizia me l’ha restituita. Sono soddisfatto del provvedimento del Consiglio di Stato che riconosce di fatto quel principio che in molti avevano dimenticato, ovvero che la mafia non dimentica. Per vent’anni mi sono occupato di mafia come magistrato in prima linea e già nelle missive inviate ai due ministri dell’Interno che si sono succeduti chiedevo una seria ed approfondita disamina dei fatti”.

A febbraio il Tar del Lazio aveva respinto il primo ricorso di Ingroia sul tema. I giudici di Palazzo Doria non avevano ravvisato i presupposti per il ripristino immediato della protezione di 4° livello. A sostegno di Ingroia c’era stata anche una petizione popolare, con oltre 5000 firme raccolte.

Redazione CiSiamo
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