Canapa shop: Salvini propone di chiuderli, ma la direttive del suo ministero dice tutt’altro

Salvini annuncia la chiusura dei canapa shop, ma nella direttiva emanata dal Ministero dell'Interno non si fa cenno a chiurure preventive

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Salvini annuncia la chiusura dei canapa shop, ma nella direttiva emanata dal Ministero dell'Interno non si fa cenno a chiurure preventive

Matteo Salvini tuona: “Chiuderemo i canapa shop!”. E se le parole fossero seguite, effettivamente, dai fatti, almeno non lo si potrebbe tacciare di incoerenza.

Il governo gialloverde ci ha abituato in questi mesi ad un costante scontro tra le posizioni opposte degli alleati di governo, che anche in questo caso non fanno eccezione. Eppure questa volta il peggior nemico di Matteo Salvini è Matteo Salvini stesso. Che annuncia una direttiva del Ministero dell’Interno per chiudere i canapa shop, ma nella direttiva non mette poi alcuna indicazione specifica sull’immediata chiusura dei negozi che vendono cannabis legale.

Il testo della direttiva del Ministero dell’Interno

Ecco invece cosa si legge nel testo della direttiva. Verrà effettuata “una puntuale ricognizione di tutti gli esercizi e le rivendite presenti sul territorio”. Con una cura particolare “alla verifica del possesso delle ceritficazioni su igiene, agibilità, impiantistica, urbanistica e sicurezza richieste dalla legge per poter operare”. E una particolare attenzione al luogo dove gli shop sono situati, che dovranno essere lontani a “luoghi sensibili” come scuole, ospedali e centri sportivi.

Nessuna menzione a chiusure immediate di tutti i canapa shop. Invece sono previsti controlli per “scongiurare situazioni di detenzione e vendita che rientrino nel perimetro sanzionatorio della normativa antidroga”.

Una direttiva che conferma la sentenza della Cassazione

In poche parole, viene confermata la chiusura dei canapa shop solo nell’eventualità in cui non rispettino i limiti di thc (tetraidrocannabinolo) consentiti, fino a 0,6%. Niente sequestri e chiusure preventive, così come stabilito dalla sentenza della Cassazione che ha giudicato illegittimi i sequestri di merce per i venditori che possano dimostrare che i loro prodotti rispettano i requisiti. Con questa direttiva del Ministero dell’Interno, quindi, Salvini non fa che ribadire quanto già era nella giurisprudenza.

Spaccio ridotto con l’apertura dei canapa shop

C’è poi un altro dato di cui tenere conto. La legge sulla legalizzazione della cannabis era stata fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Il suo promotore, Matteo Mantero aveva posto l’accento sul fatto che “la possibilità di coltivare sul proprio balcone alcune piantine di marijuana ridurrebbe notevolmente il mercato illegale e il colpo inferto alla criminalità organizzata sarebbe importante”.

Ebbene, uno studio dal titolo “Light cannabis and organized crime: Evidence from (unintended) liberalization in Italy”, ha confermato l’idea proposta da Mantero.

I dati

Come sottolineato da Repubblica, i dati rilevati dallo studio hanno messo in luce come la legalizzazione della cannabis light “ha portato a una riduzione del 14% dei sequestri di marijuana illegale per punto vendita e a una riduzione dell’8% della disponibilità di hashish“. E così, “i calcoli su tutte e 106 le province italiane prese in esame suggeriscono che i ricavi perduti dalle organizzazioni criminali siano in una forchetta stimata tra i 90 e 170 milioni di euro all’anno. Si stima inoltre che la vendita di cannabis light abbia portato a un calo di circa il 3% degli arresti per reati di spaccio”.

Redazione CiSiamo
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