Caso Siri, l’aut aut di Salvini: «Sciacquatevi la bocca, è l’ultimo avviso»

Non c'è pace e tregua sul caso riguardante l'accusa di corruzione ai danni del sottosegretario della Lega. Salvini e Di Maio continuano lo scontro.

Salvini risponde sulla questione dei migranti e si rivolge a Conte

Non c’è tregua sul caso relativo al sottosegretario della Lega Armando Siri. Il Governo giallo-verde scricchiola come una sedia ormai datata. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, ha commentato con durezza la situazione. «La Lega tiri fuori le palle e lo faccia dimettere. Ora voglio dire a Salvini che è facile fare il forte coi deboli, questo è il momento del coraggio. La cosa importante in questo momento è rimuovere quel sottosegretario (riferito ad Armando Siri) che secondo me getta delle ombre su tutto il Governo. Per farlo spero non si debba arrivare in Consiglio dei Ministri – continua Di Maio -. Lì noi abbiamo la maggioranza assoluta. Spero che la Lega non sia così irresponsabile».

«Non credo che si debba arrivare al voto ma in ogni caso la spaccatura è già evidente sul caso Siri perché sulla corruzione ci sono delle sensibilità differenti».

Di Maio attacca e Salvini non sta a guardare

Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, controbatte: «Anche gli amici dell’M5s pesino le parole. In Italia si sta superando il limite, a sinistra stanno coltivando un odio pericoloso, dalle opposizioni le critiche sono ovvie, da qualcuno che dovrebbe essere alleato no. Sono stufo. La mia parola è una e questo governo va avanti cinque anni, basta che la smettano di chiacchierare».

«Mi dicono “tiri fuori le palle”? Ricevo buste con proiettili per il mio impegno contro la mafia. A chi mi attacca dico tappatevi la bocca, lavorate e smettete di minacciare il prossimo. È l’ultimo avviso».