Tensioni Lega-M5S sulle province, Di Maio: ” Questa storia mi sembra assurda”

Nuovo scontro al governo tra i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulla questione delle province, che i grillini vogliono abolire e la Lega ripristinare.

Accordo di Governo
Accordo di Governo

Province, Luigi di Maio tira dritto sulla questione, coerente con quanto i grillini hanno sempre sostenuto: la volontà di abolirle. In aperto disaccordo con la Lega, che invece le vuole resuscitare.

Il post di Di Maio

E su Facebook Di Maio sbotta: “Questa storia delle province mi sembra assurda. Io altre 2.500 poltrone in più dove i partiti possono piazzare i loro amici non le voglio. Nel progetto complessivo di governo non ha proprio senso aprire 2500 poltrone nuove, peraltro pagate con i soldi degli italiani. È una cosa che non permetteremo. Non mi va giù”.

E continua: “Ci sono territori abbandonati? È vero, purtroppo, ma non si aiutano certo rimettendo in piedi un vecchio carrozzone e tirando fuori dal cilindro altri assessori, altri consiglieri, altri presidenti”. “Ma per favore, non prendiamoci in giro!” aggiunge poi .

Il nuovo fronte M5S-Lega sulle province

Il nuovo fronte M5S-Lega si era aperto ieri, quando fonti della Lega avevano fatto sapere che la bozza di riforma degli enti locali che vedeva ripristinate le vecchie province, gli alleati pentastellati lo conoscevano benissimo.
”Durante i lavori parlamentari, in sede di commissione, i Cinque Stelle non hanno mai sollevato un problema, una sola eccezione”, sottolineano all’Adnkronos fonti vicine a Matteo Salvini.

Salvini e Di Maio sulle province

E così nella serata di ieri, 27 aprile, aperte dichiarazioni di disaccordo tra Salvini e Di Maio. Il primo, intervenuto ad un comizio a Biella aveva detto che le province “servono per dare servizi ai cittadini”. ”La buffonata di Renzi della finta chiusura delle province ha portato ai disastri e alla mancata manutenzione di scuole e strade. Io voglio che scuole e strade siano in condizioni normali e se non lo fa qualcuno, lo fanno le province”, aveva proseguito. Mentre Di Maio, dal canto suo aveva ribadito: “L’Italia ha fin troppi problemi a cui pensare e non aggiungiamone altri”.