25 aprile tra le polemiche, Saviano: “Salvini ha chiarito da che parte sta”

25 aprile tra tensioni e polemiche: dopo gli episodi di Milano e Roma con gli striscioni fascisti, Saviano si scaglia contro la decisione di Salvini di andare a Corleone

Bandiera italiana
Educazione civica a scuola

Il 25 aprile 2019 si era preannunciato già da qualche giorno irto di polemiche. Come se non bastasse lo scontro tra i due vicepremier, a cui manca la percezione di essere le due teste di un solo corpo, ossia il governo, si erano discusso anche sulla decisione di alcuni comuni come Cumiana e Lentate sul Seveso di non organizzare celebrazioni per la Festa della Liberazione. E che dire di Trieste, dove il sindaco ha vietato all’Anpi di parlare sul palco della Risiera di San Sabba?

Poi, giusto alla vigilia di una festa che dovrebbe essere nazionale, due episodi, a Milano e Roma. Due striscioni, il primo inneggiante a Mussolini, in piazzale Loreto. Il secondo, sul grande raccordo anulare, firmato Azione Frontale: “25 aprile: il nostro onore La vostra eterna sconfitta Noi non abbiamo tradito!”.

Mattarella sul 25 aprile

Richiama all’ordine il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: ” La libertà non è un valore acquisito per sempre ma va difesa e sviluppata“, ammonisce. E ricorda come il 25 aprile sia stato un secondo Risorgimento per l’Italia, “materialmente distrutta” dalla guerra e “gettata nello scompiglio dal regime fascista nemico e da quello monarchico”.

Matteo Salvini a Corleone

Oggi Matteo Salvini, con tutti i Ministri della Lega, diserterà le celebrazioni ufficiali. Si recherà invece a Corleone, per rendere omaggio a chi combatte la mafia. “Il 25 aprile non sarò a sfilare qua o là, fazzoletti rossi, verdi, neri, gialli e bianchi. Vado a Corleone a sostenere le forze dell’ordine nel cuore della Sicilia“, aveva detto il Ministro dell’interno.

La replica di Roberto Saviano

Ma Roberto Saviano non è d’accordo con la scelta, e dalle colonne di Repubblica stigmatizza la scelta e le parole di Salvini. “La scelta di citare i fazzoletti nei loro vari colori serve a rinnegare l’intera storia della Repubblica Italiana. La Resistenza è stata opera di gruppi socialisti, cattolici, comunisti, liberali, anarchici. Salvini ha chiarito definitivamente da che parte sta. Se pensiamo ai giganti che indossarono i fazzoletti – tra questi Ferruccio Parri, Luigi Longo, Sandro Pertini, Raffaele Cadorna, Joyce Lussu, Emilio Lussu – viene da compatire il nostro sventurato Paese, che li vede rinnegati ora da questo mediocre uomo senza qualità”, scrive.

Saviano sulla visita a Corleone

E sulla visita a Corleone scrive: “Il Ministro non celebrerebbe l’Italia nata dalla Resistenza, ma la Polizia e la lotta al crimine. Eppure la lotta antimafia cos’altro è se non una lotta di liberazione? E la legalità, slegata dai valori costituzionali nati dalla Resistenza, è una legalità ambigua. “Trattare come un ‘derby fascisti-comunisti’ la celebrazione del 25 aprile significa dire che si può tifare per l’una o per l’altra parte, indistintamente”, prosegue Saviano. E chiede: “Cos’altro è questo se non un favore ai gruppi della destra radicale per i quali è sufficiente non vedere il ministro celebrare il 25 aprile per ascriverlo ai loro?“.

Saviano sottolinea: “Il Ministro appare ridicolo quando giura in tv di impegnarsi perché nazismo, comunismo e fascismo non tornino in Italia, ovvio che nella loro dimensione storica non torneranno ma dovrebbe piuttosto giurare che non sarà sponsor, promotore o destinatario di finanziamenti di nessuna forma di totalitarismo, cosa che non può evidentemente fare essendo vicino a Orbán e sostenuto economicamente da Putin. Slegare la lotta alla criminalità organizzata da un percorso democratico di liberazione è un atto gravissimo”.

Una “messa in scena”

Per lo scrittore la visita di oggi del Ministro dell’Interno è una “messa in scena”. “A Salvini oggi non basta più dire che la mafia gli fa schifo, deve proprio urlarlo, sperando che in futuro possa valere come argomento difensivo”, osserva Saviano. “Siccome a Salvini di smettere la sceneggiata non possiamo chiederlo, poiché significherebbe la fine della sua attività da politico, chiediamo che a Corleone ci sia, da parte di tutte le associazioni antimafia che si riconoscono nei principi democratici, un completo boicottaggio di questa messa in scena”.

L’appello alle forze dell’ordine

E rivolge un appello alle forze dell’ordine, perchénon accettino questa manipolazione e che si oppongano alla contrapposizione tra la Liberazione dal nazifascismo e la lotta antimafia”. “Buona Liberazione a tutti”, conclude.