L’Anpi non ha più partigiani, è polemica: serve ancora?

Qualcuno si è chiesto se l'Anpi serva o meno ancora. Oggi gli scritti sono circa 130 mila, ma pochissimi di questi sono stati veramente partigiani.

Anpi serve ancora?
Anpi serve ancora?

Ogni vigilia del 25 aprile è storicamente giorno di polemiche, e questo 24 aprile 2019 non fa accezione. Uno dei temi del giorno riguarda l’Anpi, l’associazioni di partigiani italiani che non ha più, o quasi, partigiani. Per questo motivo qualcuno si è chiesto se l’Anpi serva o meno ancora. Oggi gli scritti sono circa 130 mila, lo stesso numero degli iscritti del 1945. Ma, ovviamente, i partigiani che hanno combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo non ci sono più (o sono rimasti in pochi), in quanto oggi avrebbero dai 90 ai 130 anni.

Per la verità, la vigilia era già iniziata male, con le solite polemiche tra destra e sinistra e la notizia che in molti comuni non si sarebbe festeggiato il 25 aprile. Ora si aggiunge l’ennesima polemica, che vede schierati su due fronti i sostenitori dell’Anpi e i suoi detrattori.

L’Anpi serve ancora?

Di partigiani veri iscritti all’Anpi se ne contano molti pochi. E sempre meno purtroppo se ne conteranno. Tra l’altro, qualcuno ha fatto anche notare che, dopo la liberazione, il numero di coloro che si sono presentati come partigiani era arrivato a toccare quota 650 mila. Questo anche perché per i partigiani era prevista una pensione non di poco conto: tra le mille e le cinquemila lire.

Numeri alti, certo, ma che comunque rimangono lontani dal dimostrare che la lotta partigiana fosse un fenomeno di massa. E forse lo è ancora meno oggi, dove non si ripetono questi numeri. Proprio qui si anniderebbe la polemica promossa dai nemici dell’Anpi: ora che il fascismo è stato sconfitto, adesso che i partigiani non ci sono più, l’associazione serve ancora?

Chi finanzia l’Anpi?

Come molte associazioni, l’Anpi vive grazie alle entrate del 5 per mille. Negli ultimi anni, per questa strada, sarebbe arrivata un cifra non indifferente: circa 218 mila euro. Inoltre l’Anpi riceve fondi anche tramite il Ministero della difesa (circa 108 mila euro all’anno, come riporta il Messaggero). Infine, c’è il tesseramento, che porta 15 euro a persona.

Un partito

L’Anpi si è schierata unita contro il referendum costituzionale voluto da Renzi. Una particolarità, quando il referendum non è passato, di fianco ai “partigiani” hanno festeggiato anche quelli di Forza Nuova. Pure questi ultimi, incredibilmente schierati a favore della Costituzione dichiaratamente antifascista.

Aperta e chiusa questa parentesi, l’Anpi ha messo bocca (giustamente o ingiustamente, non sta a noi giudicarlo) a ogni dibattito degli ultimi anni. Vigilava che il Pd non si allontanasse troppo dalla Sinistra, attaccava Berlusconi e come attacca adesso Salvini.

Alla luce di tutto questo, ripetiamo la domanda che si pongono i detrattori dell’Anpi: Questa associazione serve ancora?