“Salva Roma” in Consiglio dei Ministri con il Decreto Crescita

Provvedimento "Salva-Roma" ed è scontro al governo. Salvini ribadisce la linea dura, mentre da parte dei Cinquestelle si ribadisce il "costo zero" dell'operazione.

Campidoglio
Provvedimento "Salva-Roma" ed è scontro al governo. Salvini ribadisce la linea dura, mentre da parte dei Cinquestelle si ribadisce il "costo zero" dell'operazione.

Oggi potrebbe essere varato il Decreto Crescita, che contiene il provvedimento “Salva Roma”, ed è scontro nel governo. Come ormai ci hanno abituato Lega e M5S, del resto. Categorica la posizione della Lega: “Nessuna norma salva Raggi. Non esistono comuni di serie A e serie B. O si aiutano tutti i comuni e i sindaci in difficoltà o nessuno. La Lega non vota norme che creano disparità. Bene il decreto crescita con le misure per i risparmiatori truffati, per abbassare le tasse alle imprese, riduzione della burocrazia per gli enti territoriali”.

E il leader Matteo Salvini rincara la dose: “Se in tanti hanno dei problemi aiutiamo tutti quelli che hanno dei problemi: altrimenti non ci sono quelli più belli e quelli più brutti, anche perché a Roma mi sembra che ci sia un sindaco che non ha il controllo della città”.

La replica dei Cinquestelle

Ovviamente sull’altro versante sono i Cinquestelle, che ribattono: “Siamo di nuovo costretti a puntualizzare, perché la Lega con Matteo Salvini è inciampata in una grandissima gaffe senza saperlo”. “Il provvedimento di cui parlano, che loro chiamano ‘Salva Roma’, poi ‘Salva Raggi’ quando capiscono che il primo epiteto non paga in termini elettorali, è totalmente a costo zero. Non andiamo oltre, ci fermiamo qui, sarebbe paradossale spiegare qualcosa che capirebbe anche un bambino”, sottolineano.

E in effetti, era da un po’ che fonti pentastellate sostenevano che la Lega non avesse capito di cosa si parlasse effettivamente. Virginia Raggi stessa si era messa a spiegare la faccenda al Ministro dell’Interno utilizzando molliche di pane per esemplificarne la semplicità. Ma Salvini a questo punto deve mantenere la linea dura per non perdere la faccia nel braccio di ferro che ha ingaggiato, nonostante le rassicurazioni della Viceministra dell’Economia Laura Castelli.

Le rassicurazioni di Laura Castelli

Che prova a gettare acqua sul fuoco: “Non c’è sempre bisogno di un nemico, perché in questo caso non c’è un nemico. I comuni vanno salvati tutti, perché così si salvano i servizi ai cittadini, l’ho detto anche nei giorni scorsi e lo confermo”.E in serata aggiunge: Sui comuni per me non c’è nessuna guerra con gli alleati di governo, e non c’è la necessità di una resa dei conti, mi dispiace che qualcuno della stampa voglia raccontarla così. Stiamo facendo un grande lavoro per ridare dignità a tutte le Amministrazioni comunali, e agli Enti Locali più in generale, qualunque sia il colore politico di chi le guida”.