Radio Radicale sfrattata dal Parlamento: parola di Crimi

Radio Radicale è stata sfrattata dal Parlamento. L'annuncio è stato dato da Vito Crimi, sottosegretario all'editoria, scatenando polemiche sui social.

Vito Crimi commenta le elezioni e i risultati del Movimento 5 Stelle
Vito Crimi commenta le elezioni e i risultati del Movimento 5 Stelle (foto repertorio)

La morte dell’ex direttore e titolare della storica rassegna stampa di Radio radicale Massimo Bordin riporta in auge la “rimozione” dell’emittente dal servizio parlamentare voluta dal sottosegretario all’Editoria Vito Crimi. Un suo tweet di cordoglio per la scomparsa di Bordin ha scatanato una vera ridda sui social che lo accusano di ipocrisia. La vicenda era esplosa durante un recente convegno in Lombardia sull’informazione locale, con l’annuncio della chiusura da parte del membro del governo.

Le accuse rivolte a Crimi

“La posizione è molto chiara, l’intenzione mia e del ministero dello Sviluppo economico è di Non rinnovare la convenzione con l’emittente. Nessuno ce l’ha con Radio radicale o vuole la sua chiusura, ma sta nella libertà del governo farlo. L’emittente ha svolto da 25 anni un servizio senza alcun tipo di gara e valutazione dell’effettivo valore di quel servizio”.

In buona sostanza a Radio radicale quella convenzione sarebbe stata rinnovata negli anni solo in forma di concessione. Il “guaio” è che esiste Rai Parlamento, che a detta di Crimi, obiettivamente mai morbido con RR, sarebbe sufficiente ed istituzionalmente votata al ruolo.

Le parole del 5 Stelle sul caso di Radio Radicale

Lapidario in tal senso il grillino: “La valutazione è stata fatta: esiste Rai parlamento, un servizio pubblico, un canale istituzionale che trasmette le sedute parlamentari e delle commissioni (fonte Lettera 43)”. Dalla redazione di Radio Radicale la risposta non si era fatta attendere, morbida ma affatto rassegnata: “Senza entrare nel merito delle dichiarazioni del sottosegretario Vito Crimi, ribadiamo che la convenzione tra Radio radicale e il Mise si è avviata a seguito di una gara indetta il primo aprile del 1994 e che da allora il servizio è proseguito in regime di proroga, nonostante Radio radicale abbia sempre richiesto che venisse rimesso a gara”.

Il tweet di cordoglio di Vito Crimi su Bordin era stato definito un “autogol in piena regola”, con il sottosegretario all’editoria che aveva definito l’ex direttore di Radio Radicale “uno dei più importanti protagonisti del giornalismo italiano”. Sui social risposte a decine, una per tutte: “Allora salva Radio Radicale”.

Redazione CiSiamo
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