Impronte digitali a scuola: i presidi protestano: “Provvedimento umiliante”

La Camera dei Deputati approva ddl per il controllo biometrico per i dirigenti scolastici. Ma ai presidi non va giù.

Impronte digitali a scuola
Impronte digitali a scuola

Impronte digitali a scuola, la Camera dei Deputati approva ddl per il controllo biometrico per i dirigenti scolastici. Ma ai presidi non va giù. Il sindacato Dirigenti Scuola Confederati ha infatti inviato una lettera a Conte, Salvini e Di Maio. Ha così voluto esprimere la propria contrarietà all’iniziativa.

Attilio Fratta, Presidente Nazionale Dirigenti Scuola, ha dichiarato: “Vorrei prima di tutto chiarire che ho pubblicato la lettera sul sito del sindacato senza intestazione, perché volevo che proprio tutti, indifferentemente, potessero firmarla e per evitare qualsiasi merito in proposito. Un tale controllo nei confronti dei presidi è grave, molto grave, come avevo spiegato in commissione cultura e affari parlamentari”.

Impronte digitali a scuola

Fratta insiste soprattutto su un punto: “Si tratta di un provvedimento umiliante e vessatorio. Il preside di una scuola è un dirigente apicale e non può subire tali controlli. Tra l’altro spesso, anzi, quasi sempre, un preside lavora anche dieci o undici ore al giorno e se ci fossero cartellini e impronte digitali ci sarebbero anche gli straordinari. Certo che le pecore nere ci sono anche a scuola, e tra i dirigenti, ma non è questo il sistema per combatterli. E’ ovvio che se il dirigente è bravo, sa organizzare il lavoro, sei ore sono sufficienti, ma ci sono persone e realtà che necessitano di più tempo: ci sono situazioni non facili da affrontare”.