Di Maio attacca, Salvini risponde: «I ministri sono pagati per lavorare»

Matteo Salvini e Luigi Di Maio parlano di unità d’intenti ma continuano le frecciatine per argomenti sui quali non esistono, al momento, margini di trattativa.

Elezioni europee, cambio di programma per Matteo Salvini

Continuano i colpi a distanza fra i Vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’esponente del Movimento 5 Stelle aveva criticato la scelta della Lega di stringere accordi con alcuni partiti europei. L’esponente del Carroccio ha risposto dopo un incontro che si è tenuto a Genova. «Io lavoro, rispondo con il lavoro e con i fatti. Questa gente che cerca fascisti, comunisti, nazisti, marziani e vesuviani….. i ministri sono pagati per lavorare. Io sono stipendiato – dichiara Salvini – per mantenere ordine pubblico e sicurezza».

La risposta di Salvini

Un altro attacco, quello di Salvini, indirizzato non tanto per il sottile al proprio compagno di viaggio nel Governo giallo-verde. «Se si lavorasse di più e si sbloccassero i cantieri fermi – conclude Salvini – l’Italia sarebbe un Paese migliore».

Continua Di Maio

Anche Di Maio è tornato a parlare della questione da Ivrea. «Il Governo quando lavoro sui fatti è compatto e concreto – dichiara il 5 Stelle -. Con la Lega e Salvini abbiamo dei problemi quando si parla di temi ideologici che non riguardano i fatti e che a volte credo che siano di ultradestra».