Di Maio vuole sostituire Tria con un ministro leghista: “Ci fa perdere”

Luigi Di Maio vuole sostituire Tria. Intorno al Ministero dell'Economia e delle Finanze si combatte una battaglia non solo tra Lega e 5 Stelle, ma anche interna al Movimento.

Di Maio e Tria
Di Maio e Tria

Luigi Di Maio vuole sostituire Tria. Intorno al Ministero dell’Economia e delle Finanze si combatte una battaglia non solo tra Lega e 5 Stelle, ma anche interna al Movimento. Il capo politico dei 5 Stelle vuole tenere testa al suo collega Vicepremier Salvini. A suo dire, Tria sta facendo il gioco del leghista. “Ora basta, così ci fai perdere le Europee.

Dunque, Di Maio, dopo le elezioni, progetta una clamorosa sostituzione. Con però una novità. Sarebbe infatti pronto a concedere il Mef alla Lega. Un modo per evitare di concedere altri ministeri a 5 Stelle, come le Infrastrutture o lo stesso Sviluppo economico.

Di Maio, Tria e Villarosa

Però lo scontro fratricida all’intento del Movimento non finisce qui. Nel mirino c’è anche Alessio Villarosa, sottosegretario accusato in questi giorni di avere scritto male il testo sui truffati delle banche e di avere seguito una linea a rischio ricorsi dall’Europa.

A cercare una mediazioni è stata chiamata Laura Castelli. Tria ha passato la palla e oggi in Consiglio dei ministri arriveranno due testi. Il primo frutto della mediazione europea, con una corsia preferenziale per i risparmiatori economicamente più fragili. Il secondo, voluto da Villarosa, che sottopone al giudizio di una commissione tutta la platea. Queste per 5 Stelle sarebbe un rischio: “Finirà che non riusciremo a dare un euro a nessuno prima delle Europee”.

La Lega

La Lega per ora vola bassa, per non stare nel radar. Cerca di non perdere consensi che potrebbero derivare dal decreto sulle banche. Comunque dopo le Europee si farà sentire. Lo spiega un esponente leghista del Governo al Corriere. “Tria ormai è un corpo estraneo. Poteva fare il notaio, eseguendo le decisioni dei due vicepremier, o il ministro autonomo, spalleggiato dal Quirinale. Ha scelto quest’ultima strada e ormai è considerato incontrollabile, anche dal presidente Conte. Quindi è chiaro che dopo il 26 maggio servirà un rimpasto, a partire da lui”.