Pacco bomba per la Sindaca, Airola: “Non ci sono più i bombaroli bravi di una volta”

Un post del senatore Cinquestelle Alberto Airola che avrebbe dovuto essere di sostegno alla sindaca Chiara Appendino si è trasformato in un boomerang

Alberto Airola (facebook)
Un post del senatore Cinquestelle Alberto Airola che avrebbe dovuto essere di sostegno alla sindaca Chiara Appendino si è trasformato in un boomerang

Avrebbe dovuto essere un po’ di solidarità nei confronti della sindaca di Torino Chiara Appendino, che ieri aveva ricevuto un pacco bomba. E invece si è trasformato nell’ennesima gaffe di un esponente del Movimento 5 Stelle, Alberto Airola. Airola si rivolge a “quei o quel miserabile che ha spedito un pacco bomba” alla sindaca, ma allega al post un post scriptum che ha sollevato non poche obiezioni nei commenti.

La frase incriminata

A parte i toni, forse un poco troppo accesi per un “rappresentante dello Stato”, come lui stesso si definisce poco sotto in un commento (annoveriamo tra le perle “glielo faccio ingoiare il loro cazzo di pacco”, o “se avete gli attributi, conigli”) il problema sta nell’ultima frase. “Siete troppo ignoranti per fare i bombaroli. Quelli bravi di una volta sapevano chi colpire e pagavano di persona, evidentemente di gente così, non ce n’è più. È rimasta la feccia peggiore”, scrive il senatore pentastellato.

I commenti degli utenti

Ovviamente, i commenti al post sono stati quanto meno sconcertati, e hanno più volte chiesto al senatore cosa intendesse con “quelli bravi di una volta”. Perché, per quanto ironica potesse essere la frase l’effetto era di certo “offensivo verso tutte le vittime e i familiari di quelli che tu ironicamente hai definitivo bravi”.

Airola Corre ai ripari, cancella la frase incriminata e specifica: “è stata fraintesa”.

A chi si riferiva?

E poi spiega “non mi riferivo ai terroristi ma a chi a fine 800 e primi 900 cercava di fare la rivoluzione”. Il che suona un po’ come “non so che pesci pigliare”, come gli fa notare chi chiede: “I populisti russi? Quelli dell’attentato ad Alessandro III? Cerchiamo di essere più chiari altrimenti sembra un’arrampicata sugli specchi”.

E allora proviamo a suggerire noi chi poteva avere in mente Airola quando ha scritto il psot incriminato, lasciando da parte i “rivoluzionari di fine ‘800”.

Che si riferisse al “Bombarolo” di De André, che ride davanti al Parlamento “aspettando l’esplosione che provasse il suo talento”?


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