L’ultimo atto di forza di un paio di generazioni di falsi “statisti”

Una contrapposizione eversiva mascherata da opposizione democratica finisce in mare

Bandiera italiana
Bandiera italiana

Sembra che gli armatori della nuova bagnarola nautica, dietro il capo-colonna Casarini, siano Niky Vendola, Nicola Fratoianni…e altri collaboranti della più accesa “rossitudine” Parlamentare usa alla frequenza e all’appoggio delle terga sui banchi a sinistra degli emicicli di Montecitorio e di Palazzo Madama.

E’ in questo “momento storico” (come di siamo abituati a sentir definire l’attualità politica) l’ultimo atto di forza di un paio di generazioni di falsi “statisti”, eredi di quelle quattro che nel corso degli ultimi settant’anni hanno ridotto l’Italia del Boom al degrado e allo sfascio attuale, con un debito pubblico stellare, interessi annui da pagare pari all’ammontare di cinque manovre di bilancio, disoccupazione a livelli di guardia europei, superata da quella giovanile di cinque volte, infrastrutture pericolanti lasciate per incuria e avidità di profitto senza manutenzione, una considerazione internazionale sottozero. Tutto questo nel Paese che negli anni della volontà e dell’impegno, con il made-in-Italy aveva costruito la sua fortuna, il suo orgoglio e la sua economia.

E’ un discorso che viene da lontano, addirittura forse da molto lontano guardando alla storia di progresso civile, sociale e culturale di questo bellissimo ma da sempre, tranne pochi momenti e pochissimi illuminati uomini, malgovernato e mal sfruttato Paese, dalle mille bandiere che periodicamente hanno sventolato oscurando i tre colori, ai simboli per lo più vegetali, dietro cui si sono incanalate le masse popolari, e alle camicie dai colori più cangianti che nel tempo hanno sostituito la corona regia e “in nome del popolo” al “Savoia” degli attacchi di guerra dei milioni di cittadini e popolani caduti nel nome di una Patria, di una Nazione, madre allora e matrigna poi.

Un coacervo di interessi di potere e di denaro che nulla ha a che vedere con lo spirito di servizio al Paese e alla gente che ci vive e lo abita, culturalmente rimasta vicina all’analfabetismo politico e civile, senza una solida classe dirigente e imprenditoriale, con un corpo insegnante medio da terzo mondo ed uno universitario a un livello di nepotismo di tipo tradizionale che inficia ogni possibile suprematismo dottrinario, una magistratura supremamente inefficiente, tarda e inconcludente dove la norma delle discutibili sentenze non è di giorni di stesura ma di anni, a volte oltre-pensione. Vale la pena che una classe medica e sanitaria attiva, capace, e assistita da una ricerca avanzata, in certe Regioni da vero primato, ci faccia oltrepassare le medie dell’aspettativa di vita dei secoli scorsi se nel complesso delle nostre vite le condizioni esistenziali vengono mantenute a livelli inaccettabili di mafia, di corruzione, di inettitudine, di incapacità, di un presente senza futuro che non sa guardare avanti?

Redazione CiSiamo
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