Saviano contro Salvini: “Sarò processato, ma lui scappa dal Caso Diciotti”

Saviano parla di Salvini come del "Ministro della Malavita" sui social e il Ministro risponde minacciandolo di querela

Saviano e Salvini
Saviano e Salvini


Denuncia nell’aria per Roberto Saviano, a firmarla Matteo Salvini che non ha gradito le ultime considerazioni dello scrittore per cui il ministro dell’Interno, in un post sulla vicenda Ong “Mare Jonio”, aveva definito il titolare del Viminale un “buffone”. “Alla vigilia del voto in Senato sul caso Diciotti che salverà il Ministro della Mala Vita dal rischio concreto di finire in carcere – questo il testo integrale del post – assistiamo all’ennesimo atto da buffone sulla pelle dei migranti. Grazie per aver salvato 49 persone dal mare e dalle prigioni libiche”.

La replica di Salvini

Salvini è parimenti tipo che, sui social non le manda a dire (come l’universo mondo, ormai) e ha replicato a stretto giro di posta sempre on line: “Noi lavoriamo per gli Italiani, lui insulta dandomi del Ministro della Mala Vita e del buffone. Che dite, oltre al bacione gli regaliamo anche una bella querela?”.

Insomma, sul web i due ormai si picchiano come fabbri da tempo e Salvini non rinuncia mai alla strategia di comunicazione in cui l’interrogativo sembra suggellare il patto corale per cui le decisioni lui le prende assieme alle “sua” gente interpellandola. Lo scrittore napoletano dal canto suo non rinuncia mai alle sue formule simbologiche censorie e ormai la faccenda fra i due pare roba da Ok Corral ma in una strada fatta di pixel.

La precedente querela

Già un anno fa le avvisaglie della lotta a colpi di carte bollate e “invio” fra i due: Salvini non gradì il conio dell’espressione, reiterata sul posto di ieri di “Ministro della Malavita” e, impugnando anche la lettura per cui Saviano attribuiva al Ministro intenzioni vendicative nel togliergli la scorta, lo aveva querelato per diffamazione su carta intestata del Viminale, e con gran spolvero mediatico. Ora la nuova minaccia sempre con la questione migranti a fare da sugo concettuale, in un gioco che pare segnato dal filo guida di tappe cicliche e fisse: arriva una nave, Salvini interviene, Saviano lo asfalta, la gente si schiera e Salvini vince come solo i capipopolo bravi sanno vincere nei confronti dei letterati malpancisti. Tutto uguale, tutto fino alla prossima nave.

Il commento di Roberto Saviano

E poi a complicare la vicenda, arriva su Repubblica una lunga lettera firmata da Saviano stesso, che risponde alla querela di Salvini. “Io, cittadino come tanti, come tutti, sarò processato; il ministro, invece, ha deciso di sottrarsi al processo, seriamente e giustamente spaventato dal fatto che la sua condotta nel caso Diciotti possa farlo condannare”, scrive Saviano.
Salvini, lei è un ministro“, dice, rivolgendosi direttamente a Matteo Salvini, “ma sono fiero di poter testimoniare, con le mie idee, il disprezzo politico e umano che nutro verso di lei e verso il suo partito (storicamente compromesso da una lotta per anni razzistica nei confronti del Sud Italia), verso il suo basso populismo, termine che indica, va ribadito, l’ingannare il popolo mostrando che si sta invece agendo a suo vantaggio“. E continua: “Chiamate élite tutto ciò che vi critica, che vi sorprende negli errori, che scopre le vostre contraddizioni, e chiamate popolo tutto ciò che vi è supino, fedele alleato. Qual è l’automatismo che renderebbe voi gli unici interpreti del sentire del popolo? Che lo renderebbe esclusivamente rappresentato da questa parte politica?” . 

Su Repubblica, anche un video di Roberto Saviano, a completare la replica.