Caso Diciotti, voto in Senato: negata l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini

Appuntamento a Palazzo Madama oggi per la decisione sulla richiesta a procedere nei confronti di Matteoo Salvini sul Caso Diciotti

Matteo Salvini
Matteo Salvini manda una direttiva da Viminale intimando alle forse dell'ordine e ai militari di assicurarsi che la nave mare Jonio rispetti le norme sul salvataggio in mare. Ma ciò ha creato tensioni con le Forze Armate

E’ oggi il giorno della resa dei conti sul Caso Diciotti. Il 16 marzo scorso Salvini aveva dichiarato: “I senatori facciano secondo la loro coscienza, io mercoledì andrò a testa alta in Senato”. Ed è oggi che il Ministro si è presentato a Palazzo Madama dove si stanno contando i sì e i no dei senatori alla richiesta di procedere nei suoi confronti. L’accusa, formulata dai magistrati di Catania, è quella di sequestro di persona, in merito alla vicenda dei 179 migranti ‘bloccati’ sulla nave Diciotti scorso agosto.

La posizione di Salvini

In aula Salvini ha ribadito di aver agito in nome dell’interesse nazionale, per difendere i confini, “con una scelta condivisa con gli alleati di governo e il premier Giuseppe Conte”. Una posizione che ha confermato la linea già espressa nella memoria presentata in Giunta lo scorso 6 febbraio e che avevano creato scompiglio. Ritenute inammissibili, era la dichiarazione stessa di aver agito in accordo con il Governo ad aver provocato perplessità.

“Diciotti bis”?

E a complicare la situazione è arrivato il caso della nave Mare Jonio, prima bloccata in rada a Lampedusa e poi sequestrata dalle autorità. Proprio poche ore prima del voto si prospettava un nuovo caso Diciotti.

Presente in aula Conte

Presente in aula anche il Premier Giuseppe Conte, che così ribadisce il suo appoggio a Matteo Salvini. “Su questa vicenda“, ha spiegato, “c’è una chiara linea politica in tema di migrazione che questo governo sottoscrive e il responsabile dell’esecutivo sottoscrive per primo”.

Le parole di Salvini in Aula

“Amo la patria, i miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato. Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’opportunità di svolgere il mio lavoro con orgoglio e comunque votiate continuerò a svolgere il mio lavoro senza paura, altrimenti ne farei un altro”.  Queste le parole con cui Matteo Salvini chiude il suo intervento in aula. E continua: “Quando si mette in dubbio che col mio lavoro abbia abusato della mia carica per qualcosa che ho fatto, faccio e rifarò per difendere i miei figli, mi emoziono. Meno partenze, meno sbarchi e meno morti con noi: qualcuno invece dei porti voleva i cimiteri aperti”. E poi le parole di replica a chi lo accusa di lasciar morire i migranti in mare: “Soccorriamo tutti, non sarò mai il ministro che lascia morire una persona nel mare mediterraneo senza muovere un dito”.

L’esito della votazione

Infine, il risultato parziale della votazione nega l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, con 232 no. Risultato parziale, perché il Senato potrà votare fino alle 19, ora in cui verranno ufficializzati i dati, ma il quorum di 161 voti è stato raggiunto e superato. Compatti Lega e M5s sul “no”, e anche Forza Italia ha seguito la stessa linea.