Evento in ricordo delle vittime di mafia censurato dalla Lega

A Monfalcone, il 21 marzo, doveva svolgersi un evento pubblico in ricordo delle vittime di mafia, promosso dal movimento delle Agende Rosse. Ma il prefetto di Gorizia si è opposto.

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Un evento in ricordo delle vittime della mafia è stato censurato dalla Lega. È accaduto a Monfalcone, dove sembra che non tutti possano partecipare a iniziative pubbliche. Questo è quello che sembrerebbe pensare, infatti, il prefetto di Gorizia. Se non sei gradito alle istituzioni, secondo il prefetto, è molto meglio per te se te ne stai a casa tua.

L’evento in ricordo delle vittime della mafia era stato promosso dal Movimento delle Agende Rosse. In questo caso è toccato all’ex deputata friulana si Sinistra italiana, Serena Pellegrino, essere bollata come ‘inaccettabile’, per un incontro a cui avrebbe dovuto partecipare, il prossimo 21 marzo, come relatrice.

L’evento in ricordo delle vittime di mafia

L’evento è stato cancellato proprio perché non si è raggiunto un accordo tra le parti coinvolte. Avrebbe dovuto avere luogo a Monfalcone (Go). Il tutto sarebbe nato da uno scambio di mail, verificate da Fanpage.it, partito dalle Agende Rosse.

L’8 gennaio 2019 i promotori dell’iniziativa avevano presentato domanda di occupazione di suolo pubblico al Comune. Alla domanda hanno allegato la lista dei relatori che sarebbero stati invitati a intervenire alla conferenza.

Il movimento, guidato da Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, aveva indicato come relatrice l’ex vice presidente della commissione Ambiente Pellegrino.

Il no di Monfalcone

Il comune di Monfalcone per due mesi non ha dato risposta. Le Agende Rosse si sono attivate per avere spiegazioni dal prefetto. Marchesiello ha così risposto: “La relatrice Pellegrino, che non ho il piacere di conoscere personalmente, mi risulta specializzata nella trattazione e conoscenza dei risvolti ambientali della materia ‘mafia’. Non ho fatto riferimento a precedenti giudiziari, che non mi risultano sul suo conto, ma solo a valutazioni politiche che la stessa ha fatto nel passato nei confronti delle strutture governative anche di Gradisca”.

E ancora: “Il convegno che abbiamo intenzione di organizzare per quella data nella sede messa a disposizione dal comune sarà incentrato con taglio istituzionale e quindi necessariamente apolitico sulla materia Mafia. Sarà utile la presenza quindi di amministratori che hanno vissuto sulla propria pelle il clima di intimidazioni e minacce che gli è proprio e di soggetti che per ruolo istituzionale tale fenomeno devono contrastare. Sulla materia ambientale che comunque interessa molto quel territorio mi sono riservato di contattare attuali appartenenti agli organismi preposti alla vigilanza in quella materia specifica”

Quello che non quadra

In questa mail ci sono elementi che non quadrano. Partiamo dalle “valutazioni politiche” fatte dalla Pellegrino “nei confronti delle strutture governative anche di Gradisca”, dove si trovava tra l’altro il Centro di Identificazione ed Espulsione, che la stessa parlamentare 5 anni fa si era impegnata a far chiudere, presidiandolo per diversi mesi.

Questo episodio potrebbe aver compromesso, stando alla versione della parlamentare di Sinistra italiana, la sua presenza all’evento pubblico.

Nel testo del prefetto si legge una contraddizione. Prima dice vuole che l’evento abbia un “taglio istituzionale e quindi necessariamente apolitico sulla materia mafia”. Dopo sembra smentirsi, proponendo il coinvolgimento di “amministratori” e soggetti con “ruolo istituzionale”.

Redazione CiSiamo
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