Sbarchi migranti Lampedusa 2019: i dati fantasma

Dati fantasma sugli sbarchi dei migranti nel porto di Lampedusa, che non compare più nel cruscotto giornaliero del Viminale: ecco l'accusa del sindaco Totò Martello

Dati fantasma sugli sbarchi, l'accusa del sindaco di Lampedusa Totò Martello

Sulla pagina del Ministero dell’Interno viene pubblicato settimanalmente un bollettino che riguarda gli sbarchi dei migranti. Sei pagine, nelle quali vengono confrontati i dati con quelli dei due anni precedenti nello stesso periodo, vengono forite notizie sulla nazionalità dichiarata delle persone sbarcate e sui minori arrivati sulle coste italiane. I grafici sono rassicuranti.

I dati del Viminale

Guardiamo, per esempio, i dati aggiornati alle 8 del mattino del 14 marzo, contati dal 1 gennaio. Nel 2017 erano sbarcati 15852 migranti, nel 2018 5945 e nel 2019 “solo” 335. Si tratta di una diminuzione del 97,89% rispetto al 2017 e del 94,37% rispetto al 2018. Guardando questi dati, non si può dare torto al Ministro Matteo Salvini, che ha fatto della battaglia contro gli sbarchi la sua bandiera.

La denuncia del Sindaco di Lampedusa

Eppure, c’è chi non è d’accordo, e smentisce i dati del Viminale. A parlare è Totò Martello, sindaco di Lampedusa. Che appartiene a quella parte politica che dovrebbe appoggiare la politica dei “porti chiusi”. Ma con i porti chiusi non si può stare, e se ne è reso conto lui stesso. Ora però denuncia in un’intervista a Vita la situazione, che non è così trasparente come appare dal sito del Ministero dell’Interno.

“Siamo mortificati dalle istituzioni. Lampedusa è stata cancellata dal cruscotto statistico del Viminale”, dice Martello. Cosa significa?

Il cruscotto statistico

Significa che sulla pagina del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno sono raccolti tutti i dati statistici riguardanti gli sbarchi a partire dal gennaio 2017. Se si guarda qualcuno di questi report, si nota che fino a quello aggiornato al 31 dicembre 2018 veniva specificata, oltre alla distribuzione dei migranti dopo lo sbarco, anche quella di arrivo nei diversi porti. E Lampedusa compariva sempre tra i primi porti. Ma al volgere dell’anno succede qualcosa, e il cruscotto giornaliero cambia. Basta vedere quello del mese successivo, sulla stessa pagina. Nei dati riguardanti il gennaio 2019 rimane la distribuzione dei migranti nelle diverse regioni, ma scompaiono i porti di sbarco, con i relativi numeri. Nessuna notizia, quindi, su dove stiano sbarcandi i migranti che arrivano i Italia.

Due chiavi di lettura

Ecco qual è l’accusa del Sindaco Martello: gli sbarchi continuano, ma i dati vengono nascosti. E a Vita ne dà anche spiegazione. “Il fatto che siamo stati cancellati dal cruscotto del Ministero dell’Interno ha due chiavi di lettura: dimostrare agli italiani che non ci sono più sbarchi e toglierci i fondi che ricevevamo in quanto eravamo tra i comuni italiani interessati dagli sbarchi”, sostiene Martello. “Dal 2011 avevamo ricevuto la sospensione delle tasse che era inserita nel decreto Milleproroghe, un’esenzione che è stata abolita per il 2018 e il 2019, quindi fra qualche giorno a tutti gli imprenditori lampedusani arriveranno le cartelle esattoriali e saranno falliti spiega poi. E continua: “Su questo abbiamo informato il governo, abbiamo scritto a Tria, al ministero dell’Interno, a Conte, ma nessuno si è fatto vivo. Un governo che si definisce del popolo non può non rispondere a un’istituzione che rappresenta il popolo”.

Nessuna notizia ufficiale sugli sbarchi

Martello denuncia anche il fatto che da oltre un anno non riceve più comunicazioni istituzionali in merito agli sbarchi di migranti che avvengono nel suo porto: sono gli stessi cittadini ad avvisarlo quando vedono lo sbarco. Nessuno ne viene informato, dice Martello, nemmeno la stampa.

I dati del Procuratore Aggiunto di Palermo

A questa denuncia si aggiunge quella di Marzia Sabella, Procuratore Aggiunto di Palermo, secondo cui sono aumentati gli “sbarchi fantasma” dalla Tunisia, camuffati da viaggi occasionali verso la Sicilia. “In realtà”, ha sostenuto Sabelli lo scorso 13 marzo, “abbiamo avuto modo di verificare che nella gran parte dei casi vi è dietro una associazione, inizialmente ci sembrava soltanto di origine tunisine, che organizza questi viaggi e garantisce non solo dei viaggi continui, anche in condizioni meteo avverse ma anche servizi, come la conduzione a destinazione, nel Nord Italia o in Europa. E garantisce soprattutto la non identificazione di questi soggetti che è il dato più preoccupante. Che può servire a diverse finalità”. Viaggi che pare vengano sponsorizzati anche sui social network.


Redazione CiSiamo
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