Tav Torino-Lione, Conte: «Forti dubbi sull’opera»

Il giorno dopo dell'incontro di Governo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato della Tav Torino-Lione mettendo in luce alcuni dubbi.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Continua a tenere banco la questione della Tav Torino-Lione dopo le dichiarazioni rilasciate da Luigi Di Maio. Ieri sera, intanto, c’è stato un vertice per decidere la strada da intraprendere nella realizzazione del progetto. Matteo Salvini ha evidenziato come sia necessaria una «soluzione da individuare e anche immediatamente».

L’idea di Giuseppe Conte

Nel tardo pomeriggio, invece, ha parlato il Premier. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha messo in luce «forti dubbi e perplessità» sulla realizzazione dell’opera. «Vorrei fare un chiarimento preliminare – dice il presidente del Consiglio – vorrei ricordare e invitare a considerare che non esiste alcuna comunicazione o mia dichiarazione, neanche prima che assumessi la responsabilità di governo, sull’essere favorevole o contrario al Tav».

«Non ho mai preso posizione a tal riguardo e ho dichiarato da subito di affrontare la questione con estremo senso di responsabilità. Tutto questo senza atteggiamenti pregiudiziali, con equilibrio, essendo guidato unicamente dalla tutela dell’interesse dei cittadini. Vorrei essere il garante dell’interesse nazionale».

Presa di posizione del Presidente Conte

«Io stesso ieri sera ho manifestato forti dubbi e perplessità sulla convenienza dell’opera, non sono affatto convinto che questo è il progetto infrastrutturale di cui l’Italia ha bisogno. Credo sia d’obbligo – sottolinea – procedere a un’interlocuzione con i nostri partner, Francia e Ue, e per condividere dubbi e perplessità sul Tav».

Cosa è accaduto ieri

A mezzanotte circa i tecnici sono usciti da Palazzo Chigi, ma al tavolo sono rimasti i due Vicepremier con il Premier Conte, insieme al Ministro Toninelli e ai sottosegretari. Un confronto che si è chiuso solo a notte inoltrata, dopo le 2, al termine del quale pare che la decisione presa sia di chiedere un confronto con la Francia sui criteri di finanziamento della Tav. Nessuna decisione invece per quanto riguarda i bandi, altro nodo critico della faccenda. Le valutazioni giuridiche, infatti, sarebbero ancora in corso.

Nel frattempo, pare che la Commissione europea sia pronta a inviare una nuova lettera all’Italia per ricordargli che il ‘no’ all’opera comporterebbe la violazione di due regolamenti Ue e la perdita di 800 milioni.

L’idea di Salvini sulla Tav Torino-Lione

«Il treno è più sicuro – ha detto Salvini – costa meno e inquina meno, su questo non c’è nessuno che mi possa far cambiare idea». Il Vicepremier ha parlato con i tecnici giunti ieri al Viminale per valutare la portata economica nella differenza tra il portare a termine il progetto e lasciarlo così com’è. «Mi confermano che costa di più non farla che farla».

I nodi sulla realizzazione del progetto

L’idea della Lega, secondo le informazioni raccolte, è quella di dare continuità al progetto sulla Tav anche apportando alcune modifiche. L’intento, inoltre, è quello di favorire la «creazione di opere per lo sviluppo dell’Italia». Il tutto, però, senza tradire lo spirito iniziale del progetto. Non è escluso, inoltre, che possa prendere piede una «consultazione dei cittadini per una soluzione positiva per il Paese».

Assente Marco Ponti

Non è stato presente al vertice Marco Ponti, il coordinatore del gruppo scelto dal Ministro Danilo Toninelli per analizzare il dossier della Tav. Al suo posto ha preso parte all’incontro l’Ordinario di Economia Applicata Francesco Ramella (Politecnico di Milano).