Legittima difesa, tabaccai e gioiellieri: “Non vogliamo il Far West”

Parlano le categorie che più verranno toccate dalla legge sulla legittima difesa: tabaccai, gioiellieri e benzinai non vogliono il "Far West"

Matteo Salvini
Matteo Salvini

La legge sulla Legittima difesa è a un passo dall’approvazione. Gioisce il Ministro Matteo Salvini, promotore della legge, ma non tutti sono d’accordo. Nemmeno quelle categorie, che, secondo il Vicepremier, dovrebbero trarre vantaggio dalla nuova legge.

Infatti gioiellieri, tabaccai e benzinai, che sono tra le categorie più esposte alle rapine, non ci stanno a “trasformarsi in giustizieri”. Quello che chiedono è piuttosto un maggior ciontributo in termini di sicurezza da parte delle istituzioni, e che i malviventi vengano assicuratio alla giustizia con pene adeguate. A svelarlo è un’inchiesta dell’AdnKronos.

La spiegazione di Steven Tranquilli

A confermarlo all’AdnKronos è Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi- Confcommercio: “Siamo contrari, in linea di massima, ad armarci: vogliamo evitare il Far West“. E spiega: “Con una pistola puntata contro può capitare che si reagisca in preda all’emotività, all’ansia, come capitò al gioielliere Carlo Barducci di Firenze che venne ucciso durante un tentativo di rapina nel suo negozio di via Strozzi il 20 dicembre 1992“.

Tranquilli spiega poi come le modalità delle rapine siano cambiate rispetto a qualche anno fa. Oggi infatti, ad agire sono commandi di più persone, attrezzati con furgoni, e i rappresentati delle categorie più esposte si sentirebbero più sicuri con un inasprimento delle pene. Una cosa, che il nuovo disegno di legge prevede.

Le parole di Anna Lapini

Anche Anna Lapini, componente di giunta e incaricata per la legalità e la sicurezza di Confcommercio si dice d’accordo. La morte di una persona, qualunque sia la colpa, è una tragedia. Magari l’esasperazione e l’emotività possono portare a compiere gesti che mai avremmo voluto compiere“, spiega. “Può accadere che dopo la persona non è più la stessa e magari è costretta a chiudere la propria attività, sia per una questione morale e anche perché non può sostenere le spese legali qualora debba subire un processo”.

Le richieste allo Stato

E poi rincara la dose riguardo alle garanzie che dovrebbe dare lo Stato: “Allo Stato noi chiediamo di garantire la sicurezza ma dove questo non avviene è chiaro che deve contribuire ad aiutare gli imprenditori alle spese legali e in questo senso, la nostra richiesta formulata nel corso di un’audizione parlamentare, è stata accolta. Una norma che potrà permettere alle aziende di continuare a lavorare perché le statistiche ci dicono che il 95% di chi si trova in tali condizione chiude”.

Minor uso del contante

Le richieste di tabaccai e benzinai si basano sul minor uso del contante nei loro esercizi, per aumentare la sicurezza. Paolo Uniti, segretario generale di Figisc Confcommercio spiega che molte stazioni di servizio hanno le colonnine del self service blindate, ma i benzinai sono molto esposti ai furti e alle rapine. E questo “soprattutto la sera quando il gestore va a scaricare l’incasso, addirittura si sono verificati casi nei quali viene inseguito fino a casa o viene pedinato durante il percorso dalla pompa a casa”.

“No all’autodiofesa”

“Noi diciamo no all’autodifesa. – chiosa Anna Lapini – Solo il 10% di chi ha un’attività commerciale possiede un’arma e si riduce la quota di chi è propenso a dotarsene in futuro” .

Redazione CiSiamo
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