Il Ministro Fontana e il Vangelo in chiave leghista: “Ama il prossimo cioè quello vicino”

Per il Ministro Lorenzo Fontana il catechismo insegnerebbe ad occuparsi prima degli italiani, e solo poi dei migranti: "C'è un passaggio da tener conto: ‘ama il prossimo tuo', cioè quello in tua prossimità".

Lorenzo Fontana
Per il Ministro Lorenzo Fontana il catechismo insegnerebbe ad occuparsi prima degli italiani, e solo poi dei migranti

Così il Ministro Fontana manda all’aria duemila anni di storia della Chiesa. Già, perchè l’ormai proverbiale “ama il prossimo tuo come te stesso” parrebbe non voler essere un invito all’altrettanto proverbiale carità cristiana, ma al contrario un’incentivo all’egosimo dilagante.

La teoria di Fontana

“Migranti? Ci dicono che siamo cattivi cristiani. Però bisognerebbe anche guardare un po’ il catechismo. C’è un passaggio da tener conto: ‘ama il prossimo tuo’, cioè quello in tua prossimità. Quindi, prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità“, così, riporta Globalist, avrebbe detto il Minstro della Famiglia Lorenzo Fontana durante una iniziativa elettorale a Pisa.

Il discorso non fa una piega: “Se io amo le persone che arrivano dall’altra parte del mondo, però poi mi dimentico del disabile o della persona in difficoltà o del vicino di casa, sono un ipocrita. Quindi, come ha detto sempre Salvini, vanno aiutate le persone che effettivamente scappano dalla guerra, in particolar modo le donne e i bambini. Per quelle persone, grazie anche alle associazioni umanitarie, massima accoglienza e massimo aiuto. Ma quelli che vengono usati nella tratta degli schiavi vanno aiutati in un solo modo: bloccare la tratta degli schiavi e aiutarli sui loro territori”.

Perché, in effetti, “Immagino che, come me, voi tutti vediate ogni tanto anche le pubblicità che mostrano chi veramente muore di fame in Africa. E vedete che non sono quelli che arrivano qui. Quindi, ama il prossimo tuo, quello nella tua prossimità. Se abbiamo 4-5 milioni di poveri, non possiamo andare a occuparci dei poveri del resto del mondo, perché chi governa ha innanzitutto il dovere di far stare bene la comunità che, appunto, governa. Poi ovviamente, se tutti stanno bene e sono stati messi nelle condizioni di vivere bene, allora si aiuta soprattutto chi ha bisogno. Ma quando c’è qualcosa di strano dietro, bisogna stare attenti, perché, invece di aiutare, possiamo magari fare un danno sia a noi, sia a loro”.

Sottigliezze esegetiche

Con buona pace di quanto sostenuto da Papa Francesco a proposito dell’accoglienza ai migranti. E con buona pace degli esegeti cattolici che interpretano la frase indicando con “prossimo” il cristiano stesso, che dovrebbe farsi prossimo,vicino, agli altri. Ma del resto, è una sottigliezza. Cristo non si è forse fatto mettere in croce solo per gli ebrei, suo popolo? Ah, no.