Referendum propositivo in Italia: il testo della proposta di legge del M5S

Primo passo in avanti della Camera alla proposta di legge che introduce il referendum propositivo in Italia.

Camera dei Deputati
Camera dei Deputati

Primo passo in avanti della Camera alla proposta di legge che introduce il referendum propositivo in Italia. La proposta, si legge nel testo, andrebbe a modificare l’articolo 71 della Costituzione nella parte in cui disciplina l’iniziativa legislativa popolare.

Viene introdotta così una procedura che si può concludere con lo svolgimento di una consultazione referendaria. I voti a favore sono stati 272, i contrari 141 e 17 gli astenuti. Inoltre, la proposta di legge aveva anche e recentemente procurato dei disordini in aula. Ora il provvedimento è nelle mani del Senato.

Quorum

Quando una proposta di legge di iniziativa popolare, già oggi prevista dall’articolo 71 della Costituzione, “è presentata da almeno 500mila elettori e le Camere non la approvano entro diciotto mesi dalla sua presentazione, è indetto un referendum per deliberarne l’approvazione”.

I parametri di ammissibilità

Ecco quando il referendum non è ammissibile. Non è ammissibile “se la proposta non rispetta i principi e i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione nonché dal diritto europeo e internazionale diritti“. Non è ammissibile poi anche per le leggi che richiedono “una procedura o una maggioranza speciale per la sua approvazione”. E infine il referendum non è ammissibile “se non provvede ai mezzi per far fronte ai nuovi o maggiori oneri che essa importi”. Al contrario dal referendum abrogativo, sono ammissibili referendum propositivi sulle leggi tributarie.

Il giudizio di ammissibilità attribuito alla Consulta 

È attribuita alla Corte costituzionale la competenza sul giudizio di ammissibilità e di costituzionalità sul referendum previsto dal nuovo articolo 71 della Costituzione.

Quando i promotori saranno riusciti a raccogliere un totale di 200mila firme, la Consulta giudica l’ammissibilità e la costituzionalità “prima della presentazione della proposta di legge alle Camere”.

I requisiti

La proposta di legge ha ottenuto oggi, venerdì 22 febbraio, il via libera di Montecitorio. Andrà a modificare il quarto comma dell’articolo 75 della Costituzione. La parte cioè in cui richiede la partecipazione della maggioranza degli aventi diritto per l’approvazione della proposta soggetta a referendum abrogativo.

Per entrambi i referendum viene previsto che la proposta sottoposta a referendum sia approvata quando ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi, se saranno superiori a un quarto degli aventi diritto al voto.

L’approvazione alla Camera

Qualora accada che le Camere non approvino la legge di iniziativa popolare entro 18 mesi o se l’approvano “in un testo diverso da quello presentato e i promotori non rinunziano, il referendum è indetto su entrambi i testi”.

Il referendum poi non richiede un quorum di partecipanti, come quello abrogativo. Sarà valido se i sì superano il 25% degli aventi diritto. Quindi se superano i 12,5 milioni, dato che il corpo elettorale è di 50 milioni di cittadini.

Una legge attuativa, che dovrà essere approvata dalla maggioranza assoluta delle Camere, disciplinerà questo articolo e in particolare “il concorso di più proposte di legge popolare, le modalità di verifica dei mezzi per far fronte a nuovi o maggiori oneri”. E ancora “le modalità di verifica dell’ammissibilità del referendum sul testo approvato dalle Camere da parte della Corte costituzionale”.

Redazione CiSiamo
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