Gian Marco Centinaio: “Vi spiego perché l’Italia deve puntare sull’agricoltura”

Il Ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, spiega a CiSiamo.info perché l'Italia deve puntare sul terzo settore per far crescere il PIL e i posti di lavoro.

Gian Marco Centinaio e la questione sui senatori 5 Stelle passati alla Lega
Gian Marco Centinaio e la questione sui senatori 5 Stelle passati alla Lega (foto repertorio)

L’Italia deve puntare di più sul terzo settore per tornare a crescere e far aumentare i posti di lavoro, soprattutto per i giovani. Ne è convinto il Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, che in un’approfondita intervista a CiSiamo.info racconta le potenzialità di un settore economico sempre più importante per l’economia del Paese.

Ma soprattutto il Ministro Centinaio anticipa alcune soluzioni ai problemi che l’agricoltura deve affrontare: infiltrazioni della criminalità organizzata, falsi made in Italy e caporalato.

Negli ultimi anni, secondo i dati forniti anche dalla Coldiretti, i giovani si stanno spostando sempre di più verso il primo settore. In che modo si può incentivare questo tipo di occupazione giovanile?

«I giovani sono il futuro del nostro Paese, guardare al futuro significa ridare valore alla nostra terra. Lo scorso 3 ottobre, in merito alla vendita di 7.700 ettari distribuiti in tutta Italia della Banca nazionale delle Terre Agricole, istituita presso l’ISMEA, abbiamo pensato proprio ai giovani, garantendo in modo semplice e trasparente nuove opportunità professionali. Non è un caso che il 61% di questi terreni si trovi al Sud, Sicilia e Basilicata in primis. Non lasciamo indietro nessuno. L’agricoltura e l’agroalimentare italiani sono più vivi che mai. È tempo di investire e promuovere, puntando su innovazione e ricambio generazionale, attraverso misure specifiche e mutui agevolati».

Qualora ci sia una massiva produzione agricola italiana, diventa però ancora più necessario puntare sull’esportazione dei prodotti italiani. Come si può battere la concorrenza degli altri Paesi?

«Per promuovere il Made in Italy all’estero e battere la concorrenza degli altri Paesi occorre presentarsi come unico interlocutore adottando uno storytelling diverso da quello del passato. L’export rimane un nostro punto di attenzione, non possiamo però andare in giro per il mondo con duecento interlocutori diversi. Comuni, consorzi, province parlano lingue diverse tra loro, invece Francia e Germania sono più compatti. L’obiettivo allora è fare un passo indietro per costruire una squadra che promuova l’agroalimentare italiano, vogliamo essere un solo interlocutore forte in Europa e nel mondo».

A tal proposito, rappresenta però un ostacolo sia in Italia che all’estero il diffondersi dei cosiddetti falsi made in Italy. Come contrastarli?

«Dobbiamo difendere la qualità dei nostri prodotti Made in Italy e dobbiamo far di tutto per contrastare l’Italian Sounding. Insieme al Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare e all’ICQRF (Ispettorato Centrale Repressione Frodi) lavoriamo per contrastare chi usa i nostri marchi senza averne il diritto, e vanno in questo senso gli accordi che abbiamo stretto con colossi come Amazon e Alibaba proprio in merito alla difesa dei nostri prodotti. Il contrasto alle frodi ed all’Italian sounding è una priorità del Governo».

A ostacolare la produzione agricola italiana sono subentrati, negli ultimi anni, anche i cambiamenti climatici. Quali politiche si possono attuare per tutelare la produzione agricola dal riscaldamento globale?

«L’agricoltura in questi anni ha subito processi di trasformazione legati anche alle mutate condizioni climatiche. Di fronte a questi cambiamenti, in molti casi è stata ridotta la capacità del sistema di fornire risposte adeguate e immediate al comparto agricolo. Tutto ciò induce a riflettere e ad inaugurare una nuova stagione di sostegno all’innovazione, accompagnata da una visione operativa del sistema della ricerca per affrontare nel migliore dei modi questi mutamenti».

Nella legge di bilancio è prevista la concessione gratuita di terreni incolti di proprietà statale per le famiglie in procinto di avere un terzo figlio fra il 2019 e il 2021. Quali sono le Vostre aspettative rispetto a quest’agevolazione?

«L’Italia è il Paese europeo con più giovani in agricoltura e allo stesso tempo quello con un tasso di natalità inferiore rispetto agli altri. Nella Legge di Bilancio è prevista l’assegnazione gratuita di terreni agricoli per nuclei familiari con tre o più figli, uno dei quali sia nato negli anni 2019 – 20 – 21.

Un terreno che, bisogna precisare, può anche essere dato dalle famiglie interessate ad aziende agricole guidate da giovani. In pratica la famiglia potrebbe decidere di non usufruire direttamente della terra ma entrare in società con una impresa di giovani e beneficiare del guadagno. Pensate ad esempio a quanti agriturismi sono nati negli ultimi anni. Tramite questa agevolazione diamo risposte al comparto agricolo e a quello turistico».

Secondo l’Osservatorio Agromafie di Coldiretti, sono sempre più presenti le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’agricoltura, proprio a causa della redditività che ha mantenuto il primo settore. In che modo intende contrastare queste infiltrazioni?

«Il sistema italiano di controlli, prevenzione e contrasto alle frodi alimentari e alle agromafie rappresenta un’eccellenza e nel 2018 ICQRF è stato protagonista delle più rilevanti operazioni di polizia giudiziaria in tale ambito. Qualche dato: circa 17,6 milioni di kg di merce sequestrata per un valore dei sequestri di oltre 34 milioni di euro; 561 gli interventi fuori dei confini nazionali e sul web a tutela del Made in Italy agroalimentare. I controlli hanno riguardato per l’87% i prodotti alimentari e per il restante 13% i mezzi tecnici per l’agricoltura (mangimi, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari)».

Connesse alle infiltrazioni nel primo settore della criminalità organizzata, in aggiunta al crescente arrivo di manodopera a basso costo da Paesi stranirei, si sta estendendo a macchia d’olio il fenomeno del caporalato. Quali strategie attuare per contrastarlo?

«Per quanto riguarda la legge sul caporalato ho detto fin dall’inizio del mandato che se c’è qualcosa da cambiare lo si fa ragionando con tutte le forze sociali. Io ascolto gli imprenditori e gli agricoltori che vivono questa criticità e la legge sul caporalato è una legge di civiltà e io non voglio che nel nostro Paese ci siano gli schiavi anche perché il 70% dei lavoratori nei campi sono italiani».

Redazione CiSiamo
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