Latitanti italiani in Francia, al vaglio le domande di estradizione per Manenti e Ventura

Torna a Roma l'Ambasciatore francese in Italia, e nel clima di distensione si parla delle domande di estradizione dei latitanti italiani. I primi due potrebbero essere Narciso Manenti e Raffaele Ventura

Parigi
Torna a Roma l'ambasciatore francese in Italia, e nel clima di distensione si parla delle domande di estradizione dei latitanti italiani
Christian Masset

Sembra ricomporsi la frattura tra Italia e Francia: oggi tornerà a Roma l’ambasciatore francese in Italia Christian Masset. A renderlo noto è stato il Ministro per gli affari europei Nathalie Loiseau che ha spiegato a radio Rtl: “Il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ha chiamato il presidente Macron. Si sono parlati, hanno affermato insieme quanto fosse importante l’amicizia tra Francia e Italia, quanto i due paesi abbiano bisogno l’uno dell’altro”.L’Italia ha bisogno della Francia, quindi lavoriamo insieme”, ha concluso.

Le domande di estradizione

E’ in questo clima di distensione che si inseriscono gli scambi bilaterali tra Italia e Francia. Sul tavolo, le domande di estradizione relative ai terroristi italiani rifugiatisi in Francia nei decenni passati che sono già state al centro di una riunione tecnica ieri a Parigi tra i Ministeri della Giustizia italiana e francese. Si parla in tutto di circa quindici casi.

Manenti e Ventura

Seconodo quanto riferisce l’Adnkronos, la prima richiesta di estradizione formalizzata dall’Italia riguarderebbe Narciso Manenti. Manenti all’epoca era affiliato ai “Nuclei armati per il contropotere territoriale”. Su di lui la procura di Bergamo ha emesso un mandato di arresto europeo. Manenti era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del carabiniere Giuseppe Gurrieri, ucciso nel 1979 a Bergamo. La seconda richiesta di estradizione riguarderebbe invece Raffaele Ventura, l’ex esponente delle “Formazioni comuniste combattenti”, la cui condanna sarebbe vicina alla prescrizione.

Gli altri possibili nomi

La lista sulla quale stanno lavorando i funzionari italiani e francesi sarebbe composta da una quindicina di nomi. Tra questi, oltre a Narciso Manenti e a Raffaele Ventura, figurerebbero Giovanni Alimonti, Luigi Bergamin, Roberta Cappelli, Enzo Calvitti, Paolo Ceriani Sebregondi, Maurizio Di Marzio, Paola Filippi, Gino Giunti, Giorgio Pietrostefani, Ermenegildo Marinelli, Sergio Tornaghi e Enrico Villimburgo.

Le dichiarazioni dei Ministeri della Giustizia

Il Ministero della Giustizia francese ha confermato solo che l’Italia ha formalizzato una prima richiesta di procedura di estradizione. Ma “una seconda domanda dovrebbe arrivare prossimamente”.Dal Ministero della Giustizia francese si sottolinea che “tenuto conto della complessità e della tecnicità della questione della prescrizione, i tempi sono difficili da quantificare per le autorità giudiziarie francesi“.

Anche il Ministero della Giustizia italiana non si sbilancia sull’identità delle persone per i quali sarebbe stata formalizzata o sarà formalizzata un richiesta di estradizione. Ma c’è la conferma che sul tavolo c’erano “tutti i fascicoli inerenti i latitanti localizzati in territorio francese su cui le autorità italiane avevano inoltrato richiesta di estradizione. Sono stati analizzati tutti i fascicoli, uno per uno, ed è avvenuto un proficuo scambio di informazioni su ogni caso”.

Il problema della prescrizione

Il Ministero italiano ha sottolineato poi che “lo scoglio principale è la lotta contro il tempo, rappresentata dalla prescrizione”. Purtroppo, speigano, “gran parte delle richieste inoltrate nel 2002 non hanno mai lasciato gli uffici del ministero della Giustizia francese”. Proprio per questo, la delegazione italiana ha chiesto che su tutti i fascicoli si pronunci l’autorità giudiziaria francese. Infatti “gli atti sono sempre rimasti al ministero e non sono mai stati sottoposti al vaglio dell’autorità giudiziaria”. Da Roma “c’è la convinzione che si sia finalmente instaurato un rapporto diretto che consentirà di seguire passo passo tutte le azioni da mettere in atto per giungere alla rimpatrio dei latitanti”. Da parte francese i sentimenti sembrano essere gli stessi.


Redazione CiSiamo
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