San Valentino, Salvini scrive che lo vuole abolire

Salvini adesso vuole abolire anche San Valentino. Almeno stando al tweet che il vice premier ha postato stamane, dal tono apparentemente inequivocabile.

Salvini nel post su facebook in cui scrive che vuole abolire San Valentino
Salvini nel post su facebook in cui scrive che vuole abolire San Valentino

E Salvini adesso vuole abolire anche San Valentino. Almeno stando al tweet che il vice premier ha postato stamane, dal tono apparentemente inequivocabile: “Un abbraccio a tutte voi, amiche, che fate vivere, sognare e crescere questa pagina e l’Italia. Avete ragione voi. Probabilmente sarebbe una ‘festa’ da abolire. Vi voglio bene!”.

Ma perché il legnoso (nel senso di Ponte di Legno) Ministro vorrebbe abolire la festa degli innamorati? Perché San Valentino era rom e non lo sapevamo? O perché nella maglia della Ternana sono ereticamente accostati il verde e il nero? O, ancora, perché neri sono i cioccolatini e rosse le rose, colori che il nostro proprio non ha ai vertici della sua hit parade emozionale?

Il post di Salvini

Nulla di tutto ciò. Non ci siamo ovviamente caduti e, con noi, nessuno che abbia un minimo di buon senso. Il post di Salvini risponde a esigenze molto più soft e, al contempo, in fenomenologia da comunicazione, molto più subdole. Subdole ma stavolta benevole. Il senso di quello scritto sta probabilmente molto più all’evidenza dei fatti che alla negromanzia dei complottardi da tastiera.

Salvini è uno che ha da poco chiuso una storia importante e, semplicemente e malinconicamente, se ne duole come un qualunque boccalone italico a cui la bella ha fatto ciao (per carità di dio non la canzone). In più, c’è il dato accessorio su cui, magari in contesti più seri, conviene che altri, molti altri magari, inizino a fare due conti.

Salvini è un comunicatore nato

Per mesi parlare di Salvini è significato, ai più fra i suoi detrattori, prendere in esame una sorta di ruspetta truzza con lo scilinguagnolo del capetto che la dà a bere solo ai minchioni. Nulla di più sbagliato. Salvini è, per indole e non certo per formazione, un comunicatore nato, uno di quelli che, come Mussolini, sente “il tempo che viene come le bestie”, e ad esso si conforma prima, meglio e con efficacia devastante.

Ovviamente il livello rasoterra dell’utenza (in altri ambiti, sia chiaro) di certo aiuta, in questi casi, ma lui, Bestia o non Bestia, le antenne ce l’ha. La foto a corredo del malinconico tweet di Salvini, con lui solo soletto affacciato ad una finestra che lascia intravedere un albeggiare pallido che pare rimarcare ancor più la sfiga umana del soggetto che contrappunta le glorie pubbliche, è un capolavoro.

Le donne partecipi dei suoi tormenti

In essa e con il corredo di quelle parole è sintetizzata l’immagine del capo che: rende le donne partecipi dei suoi tormenti di cuore in un giorno al cuore dedicato, con innalzamento a diecimila delle quote di “uno di noi”; si lascia andare all’amara considerazione di voler resettare il momento  clou che sul calendario al cuore guarda, insinuando sottilmente l’idea che lui, che deve pensare ai destini dell’Italia, ha solo qualche secondo per questa auto immersione nei fattacci suoi e di cui lascia intravedere uno scorcio al pubblico in gonnella; è “solo” un cristiano che cerca di fare il meglio per il suo paese ma in fondo è un ragazzo come tanti, che nel giorno di San Valentino una ragazza a cui dare un bacio e un cioccolatino (di cioccolata bianca) non ce l’ha.

Il top del top dell’uomoqualunquismo che, di qualunque non ha proprio nulla. Fra tweet, followers, like e post oggi come oggi, piaccia o meno, Churchill che prendeva la metro della Londra bombardata dai crucchi pare uno che, ai condottieri di oggi, puo’ solo spicciargli casa.

Redazione CiSiamo
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