Giuseppe Conte “burattino”: “Hanno insultato tutto il nostro Paese”

Giuseppe Conte risponde agli attacchi di Verhofstadt a Strasburgo: "Hanno insultato me e attraverso di me tutto il nostro Paese". E su Maduro: "Non lo abbiamo mai appoggiato".

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte parla dell'attacco di Verhofstadt, della Ue, della crisi tra Italia e Francia e in Venezuela

Dopo l’attacco dell’eurodeputato del gruppo Alde Guy Verhofstadt Giuseppe Conte torna a parlare di Europa con La Repubblica . “Volevo guardare in modo disincantato la crisi dell’edificio comunitario. Volevo offrire una strategia costruttiva per rilanciare la casa comune”, ha spiegato il Premier. “Chi parlava apparteneva alle vecchie famiglie politiche e quindi si scagliava contro il vento nuovo. Anzi, per molti di loro era una sorta di canto del cigno. Ho allora aspettato a reagire per rispetto istituzionale, poi ho risposto pan per focaccia. Hanno insultato me e attraverso di me tutto il nostro Paese. Non potevo accettarlo”. Così il Presidente del Consiglio italiano ha risposto alle accuse dell’eurodeputato Alde, che lo ha accusato di essere un “burattino” nelle mani dei vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

La tenuta dell’esecutivo

Il Premier, in ogni caso, ha rassicurato sulla tenuta dell’esecutivo: “Vedrete che il governo va avanti. Andremo avanti anche più forte di prima. Ne sono più che sicuro”.

La crisi diplomatica con la Francia

Conte ha poi commentato la crisi diplomatica con la Francia: “Il Presidente Mattarella come sempre si è mosso molto bene. D’altronde, non pensavo che la polemica potesse protrarsi a lungo”. E sull’incontro di Luigi di Maio con i leader della protesta dei Gilet Gialli, Conte ha ribadito il fatto che “sarebbe stato un errore se si fosse mosso nel suo ruolo di governo. E’ andato come leader del M5S”. E ha ricordato il recente incontro dell’ungherese Viktor Orbán con Matteo Salvini, che “è stato un incontro politico, tra leader di partito, e si è svolto a Milano”. Sui Gilet Gialli, la posizione del Presidente del Consiglio è chiara: i Gilet Gialli, per quanto in modo confuso e a volte sbagliato, cercano di interpretare quanto di nuovo si sta muovendo nella società francese, che piaccia o no”.

L’Italia e la crisi in Venezuela

Giuseppe Conte ha poi chiarito la posizione italiana nei confronti di Nicolas Maduro e della crisi in Venezuela. “Non lo abbiamo mai appoggiato. D’altronde, come risulta dalla lettera di Papa Francesco, se le elezioni non sono credibili né democratiche, il discorso finisce lì. Maduro non può pensare che si assecondi una deriva del genere. Anche noi siamo stati sempre chiari. E non siamo isolati“. Tuttavia, spiega Conte, “non possiamo incoronare Guaidò adesso. Altrimenti dovremmo fare la voce grossa, spedire ultimatum, dare gli otto giorni che poi diventano nove, dieci, undici. E l’opzione militare non è percorribile. Vogliamo arrivare a elezioni libere in modo diverso. Per facilitarle e affrettarle. Maduro da me non può certo sentirsi appoggiato”.

Conte e le elezioni europee

E per quanto riguarda le elezion europee, Conte ha precisato:Faccio il premier, non il candidato europeo. Non mi è stato proposto e non ho dovuto rifiutare niente”.