Animali domestici: alla Camera la proposta per iscriverli nello stato di famiglia

Arriva oggi alla Camera la proposta di Michela Vittoria Brambilla che riguarda l'iscrizione allo stato di famiglia degli animali domestici.

Cani
Arriva oggi alla Camera la proposta di Michela Vittoria Brambilla che riguarda l'iscrizione all'anagrafe degli animali domestici

Animali domestici nello stato di famiglia: questa la proposta targata Michela Vittoria Brambilla, che è arrivata oggi alla Camera. Si tratta della proposta di legge per iscrivere all’anagrafe degli animali domestici. La proposta, dal titolo “Disposizioni concernenti l’indicazione degli animali di affezione nelle certificazioni anagrafiche”, è stata presentata a inizio legislatura, lo scorso 23 marzo 2018.  Ma è dal 13 febbraio che comincia l’esame in commissione Giustizia.

Gli articoli del testo sono due:

  • Gli animali registrati alle anagrafi territoriali potrenno fare parte della famiglia anagrafica
  • I dati riferiti alla popolazione di animali d’affezione potranno venire inseriti nella famiglia anagrafica all’interno del censimento Istat.

I dati portati da Michela Brambilla

Michela Brambilla ha sottolineato, nella relazione introduttiva alla proposta di legge, che circa tre italiani su 10 convivono con un animale domestico. Il 63,3% dei casi riguarda i cani, il 38,7% gatti. E sempre la relazione mette in luce che circa il 53,5% dei proprietari – o dovremmo chiamarli “mamme e papà”? – di animali domestici ha l’abitudine di dormire con il figlioletto peloso. Così come più o meno la stessa percentuale ha ammesso di sacrificare buona parte del proprio tempo libero per il benessere dell’animale. Tra passeggiate, giochi all’aperto, cure veterinarie, le attenzioni da dedicare all’animale domestico sono molte. E addirittura il 46,2 % di chi ha un animale domestico decide volontariamente di rinunciare a viaggi o gite per non lasciare il cane o gatto da solo.

La necessità di una legislazione apposita

Proprio su questo si basa la proposta della Brambilla: per la stragrande maggioranza della popolazione l’animale domestico è parte integrante della famiglia. E di questo la Legge deve tenere conto. Come ne tiene conto il lavoro: lo prova la vicenda di un’impiegata de La Sapienza di Roma. La donna aveva richiesto un permesso lavorativo per poter accudire il cane malato che necessitava di un’intervento, permesso che le è stato concesso. Ma non è l’unico caso. La Ball Beverage Packing di Nogara, in provincia di Verona, ha istituito infatti un permesso di otto ore all’anno per accudire il proprio animale domestico.


Redazione CiSiamo
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