Democrazia in Francia, la storia spiegata a Luigi Di Maio

Per il Ministro del Lavoro e Vicepremier, che ha scritto che la Francia ha una tradizione millenaria di democrazia, vogliamo dare una piccola lezione di storia.

Robespierre e Di Maio
Robespierre e Di Maio

Ecco, Luigi Di Maio ha fatto un’altra gaffe. O meglio, l’ha scritta. Ha scritto che l’Italia e il Governo italiano considerano la Francia un Paese amico e il suo popolo, con “una tradizione democratica millenaria”, un punto di riferimento.

L’ha scritto sul suo profilo Facebook, ma purtroppo, stando alle sue stesse parole, quello che ha scritto non sarebbe altro che uno stralcio di una lettera ufficiale, dove lui, non si sa bene perché, parla a nome di tutto il popolo italiano, inviata a Le Monde e a tutti i francesi.

I politici di oggi

Allora, si sa, in Italia, chi è privo di cultura, di intelligenza, di professionalità, di dignità, di coraggio, di onere – insomma di tutte le qualità, compresa la bellezza, mi verrebbe da dire – va in politica, perché, in questo momento storico, non trova concorrenza.

Però adesso stiamo esagerando. Un po’ va bene. Si ride, si scherza, si passa una serata in allegria. Ma non si può non conoscere nemmeno le più piccole basi di storia. Soprattutto se sei un Ministro.

Lezione di Storia a Di Maio

Per il Ministro del Lavoro e Vicepremier, che ha scritto che la Francia ha una tradizione millenaria di democrazia, vogliamo dare una piccola lezione di storia.

Ora, non mi metto a scrivere date, a riportare tutti i nomi, che tra l’altro sono particolarmente difficili, mi limito a dire che, se Di Maio avesse ragione, in Francia ci sarebbe una democrazia almeno (almeno!) dall’anno mille. Quindi, mentre venivano istituiti i primi ordini cavallereschi con le crociate, mentre iniziava la Reconquista spagnola, mentre i normanni e i vichinghi occupavano l’Europa e con sullo sfondo l’inizio della lotta per le investiture, in Francia, secondo il Ministro, avveniva la Rivoluzione francese.

Dimentichiamoci quindi di Napoleone, Montesquieu, Luigi XVI, Maria Antonietta, Robespierre e Turgot. Questi sono personaggi inventati secoli dopo, romanzati, un po’ come il nostro carissimo Alberto dal Giussano (carissimo soprattutto agli alleati di Governo del Ministro).

Beh, però forse Di Maio un po’ ha ragione. Forse i cavalieri crociati (chiamati Franchi dai mussulmani) altro non erano che i primi esportatori di democrazia!

La Repubblica francese

Restando seri, è la Rivoluzione francese del 14 luglio 1789 (quindi poco più di due secoli fa) ad aver spazzato via tutti quei retaggi medievali, a proiettare la Francia, e non solo lei, in una nuova epoca. Un’epoca dove pian piano si sono sempre fatte più forti tutte le rivendicazioni di democrazia.

Di Maio, dopo il successo elettorale del Movimento 5 Stelle aveva dichiarato che l’Italia era entrata nella Terza Repubblica. La prima Repubblica Francese porta la date del 22 settembre 1792. La Seconda Repubblica Francese riporta la data del 25 febbraio 1848. Mentre la Terza Repubblica Francese è del 1º settembre 1870.

Vorremmo ricordare a Di Maio, a proposito della sua dichiarazione, che non è una gara!

Redazione CiSiamo
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