Salvini, Toninelli e la svista sul “Governo sovrano”

Matteo Salvini e Danilo Toninelli cadono nella trappola del "governo sovrano". Perché in Italia ad essere sovrano è solo il popolo. Parola di Costituzione.

Matteo Salvini
Matteo Salvini e Danilo Toninelli cadono nella trappola del "Governo sovrano"

L’educazione civica non va più di moda. E non solo nelle scuole, ma nello stesso Governo. Per lo meno su questo, i due alleati di Governo, che a voler ben vedere sono un po’ “parenti serpenti”, sembrano essere d’accordo. D’accordo sull’avere alcune lacune sulle basi della Costituzione. Nei giorni scorsi era stato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che parlando della questione Tav aveva risposto all’Ue che l’analisi dei costi-benefici era stata voluta dal “governo sovrano”. Ora nella stessa trappola cade il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che a commento di un video su facebook scrive: “In Italia comanda il Governo, non le ONG straniere”.

A prescindere dal tema, che è sempre il suo cavallo di battaglia basato su migranti, Ong e accordi con gli scafisti.
Ma il vero problema qui non è tanto la posizione del leader della Lega sulla questione migranti, ma l’idea sottolineata dal commento secondo cui in Italia “comanda il Governo”. Eppure è scritto nell’articolo 1 della Costituzione, a cui tutti i Ministri, Salvini e Toninelli compresi, giurano di essere fedeli all’inizio del loro mandato. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”Quindi, il Governo non è sovrano, lo è il popolo, che è rappresentato a livello istituzionale dal Parlamento.

La differenza

La differenza è sottile, ma enorme. Dire che “il governo è sovrano” significa sottolineare che il Governo ha potere decisionale che prescinde dell’approvazione della Camere. Dire che “il popolo è sovrano” significa sottolineare invece che le decisioni del Governo devono passare attraverso l’approvazione dei cittadini, di cui il Governo è servitore, nell’idea fondante della politica. Se si perde di vista il concetto che il Governo è a servizio del Paese, e non comanda, ma regola come espressione del volere comunitario, si buttano al vento più di tremila anni di storia della democrazia.

E si sa, chi dimentica il passato non può guardare al futuro.