Diciotti, interviene la Lega: “Processo a Salvini è processo la Governo”

La posizione viene messa nero su bianco dei due capigruppo di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini

Il caso Diciotti è ben lontano dalla parola fine. La Lega rompe gli indugi e si schiera unita attorno al suo leader. Il partito dichiara che processare Salvini equivale a processare tutto il governo. La posizione viene messa nero su bianco dei due capigruppo di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. “Processare chi, nell’esercizio delle sue funzioni di ministro dell’Interno, ha contemporaneamente agito nel pieno rispetto delle leggi e della Costituzione e ottemperato al mandato ricevuto dagli elettori, significa inequivocabilmente tentare di processare il governo”.

Si chiede un atto politico

Non mancano i grandi del partito che suggeriscono al loro leader di lasciar da parte “la giusta rabbia e l’orgoglio”, preferendo una “mossa politica”, che porti i suoi 58 senatori a votare compatti per il no all’autorizzazione.

“Si tratterebbe – spiega una fonte vicina al Carroccio – di un atto politico“.

Se Salvini dovesse cambiare rotta e appoggiare questa linea, costringerebbe Di Maio e i Cinque Stelle a fare un discorso più chiaro sul via libera annunciato in Senato a procedere contro Salvini. Finora, infatti, il Movimento ha annunciato che voterebbe a favore del via libera al processo, ma ha anche preso più volte le difese dell’alleato.

Le paure dei 5 Stelle

Per i pentastellati il timore è di pagare un conto parecchio alto e perdere il prezioso alleato di Governo. Luigi Di Maio è però stato chiaro. Il M5S voterà sì alla richiesta di autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno. Chiaro con l’elettorato ma anche con l’alleato di governo, al quale ha spiegato che votare contro ogni forma di immunità è una regola aurea dei 5 Stelle.

Tuttavia stanno crescendo i dubbi e timori nelle file grilline. Se Salvini dovesse veramente andare a processo (era stato lui stesso a confermarlo) si potrebbe creare una spaccatura insanabile.