Terroristi latitanti, una lista di 30 nomi sul tavolo di Salvini

La lista presentata dall'Intelligence e dalle Forze dell'Ordine al Ministro dell'Interno Salvini conta trenta nomi, di cui la metà si troverebbe in Francia grazie alla "dottrina Mitterand" che ancora vige nei tribunali d'oltralpe.

Matteo Salvini
Matteo Salvini interviene ancora sulla questione migranti

Sarebbero 30 i latitanti i cui nomi sono finiti sulla scrivania del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Di questi, 27 apparterrebbero alla  sinistra e tre alla destra. Questo è quanto riferiscono fonti del Viminale. L’elenco è stato aggiornato ed elaborato da Intelligence e Forze dell’Ordine hanno rielaborato dopo l’arresto di Cesare Battisti.

Si tratta di latitanti sparsi in tutto il mondo, dalla Francia, dove ce ne sarebbero poco meno della metà, all’ America latina, alla Gran Bretagna e persino al Giappone. Il Governo italiano, si è detto pronto a muovere i passi necessari a far sì che i Paesi che ospitano i latitanti collaborino alla loro cattura, per assicurarli alla giustizia italiana.

L’ effetto della “dottrina Mitterand”

Su trenta latitanti finiti sul tavolo di Salvini, quattordici si trovano in Francia. E c’è un motivo bene preciso, la cosiddetta “dottrina Mitterand”. Come ricorda Repubblica, fu l’allora Presidente socialista François Mitterrand a varare il principio nel 1982. La “dottrina Mitterrand” era tesa a non concedere l’estradizione a persone imputate o condannate che fossero ricercate per “atti di natura violenta ma d’ispirazione politica”, diretti contro uno Stato (ovviamente non contro lo Stato francese). Questo nel caso in cui i criminali avessero rinunciato a ogni forma di violenza politica. Di fatto, veniva riconosciuto il diritto di asilo ricercati stranieri. Che in quel periodo accorsero a frotte in Francia, la quale si riservava il diritto di valutare “la possibilità di non estradare cittadini di un Paese democratico autori di crimini inaccettabili”. Secondo Parigi, infatti, i processi italiani non rispettavano tutte le garanzie a favore degli imputati, in particolare con la pratica del processo in contumacia, cioè in assenza degli stessi imputati.

L’abrogazione della “dottrina Mitterand”

Il governo di Jean-Pierre Raffarin si è fatto carico di abrogare la “dottrina Mitterand” nel 2002, con l’estradizione dell’ex brigatista Paolo Persichetti. Ma da allora, i tribunali francesi si sono comunque attenuti alla legge del 1982. La Ministra della Giustizia francese Nicole Belloubet ha però aperto uno spiraglio. Nicole Belloubet ha dichiarato nei giorni scorsi all’Ansa  che le richieste di estradizione presentate da ora in poi “da parte delle autorità italiane” verranno analizzate “in modo approfondito, caso per caso, come abbiamo fatto negli ultimi 15 anni”.

Redazione CiSiamo
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