Brexit news, May al Parlamento: «Bocciare l’accordo sarebbe un grosso rischio»

Domani nel Regno Unito sarà il giorno delle votazioni alla Camera dei Comuni. Theresa May si gioca il futuro in vista della Brexit in programma a marzo.

Theresa May e la Brexit
Nuovo disperato appello di Theresa May perché i parlamentari approvino l'accordo sula Brexit, o il rischio, avverte, è di non uscire affatto dall'Ue

Domani nel Regno Unito sarà il giorno delle votazioni alla Camera dei Comuni: momento delicato per i Tories. In ballo, però, non c’è soltanto la stabilità del partito guidato da Margaret Thatcher. In gioco, infatti, vi è la Brexit e il futuro del Regno Unito così come quello dell’Unione Europea. Il divorzio dall’UE potrebbe essere una manovra, allo stato attuale, dai contorni piuttosto complessi. Il voto, inizialmente programmato giorno 11 dicembre, permetterà ai 650 membri dei Comuni di esprimere il proprio parere.

Theresa May e la posizione del Dup

Theresa May, stando alle dichiarazioni dei vari schieramenti, non dispone dei numeri necessari per fare approvare, e di conseguenza ratificare, un futuro accordo. Pur non potendo contare su tutti i 317 voti dei Conservatori, cosa molto difficile al momento, sarebbero necessari ulteriori 10 voti del Democratic Unionist Party. Allo stato attuale il partito potrebbe rappresentare un ago della bilancia alquanto decisivo. Il Dup ha comunque annunciato da tempo che voterà contro. Per gli unionisti nordirlandesi quanto previsto dal “backstop”, la clausola di salvaguardia che dovrebbe entrare in vigore per mantenere aperto il confine tra l’Irlanda del Nord e quella del Sud, è per loro “inaccettabile”.

Il backstop scatterebbe nel caso Londra e Bruxelles non riescano a negoziare un nuovo accordo commerciale complessivo nella fase di transizione post Brexit, che terminerebbe a fine 2020. In quel caso, non solo l’intero Regno Unito rimarrebbe ancorato all’unione doganale europea, ma entrerebbero anche in vigore norme doganali e regolamenti parzialmente diversi tra l’Irlanda del Nord e il resto della Gran Bretagna. La May parla di un backstop che scatterebbe soltanto come soluzione estrema per un periodo di tempo limitato. Gli euroscettici conservatori, che si raccolgono nell’European Research Group, il gruppo guidato dal deputato Jacob Rees-Mogg, contestano alla May che un backstop indefinito annullerebbe qualsiasi vantaggio della Brexit.

I risvolti nell’ambito commerciale

Rimanendo legato all’unione doganale europea, il Regno Unito avrebbe di fatto le mani legate e non potrebbe negoziare vantaggiosi accordi commerciali con Paesi terzi, come gli Usa, la Cina e l’India. Londra subirebbe tutti gli obblighi che derivano dall’appartenenza alla Ue, senza però avere più potere di veto e accesso alle decisioni.

Assenza di numeri

I numeri, quindi, non ci sono. Gli analisti, infatti, hanno smesso di interrogarsi sull’esito del voto. Da giorni, infatti, si esercitano soltanto sulle proporzioni della sconfitta che la premier subirà.Più sarà pesante la bocciatura, meno probabilità avrà la May di andare a Bruxelles per tentare di cambiare il testo dell’accordo e ripresentarsi dopo 14 giorni (così prevede il regolamento parlamentare) davanti ai Comuni, sperando in un esito differente.  Nel frattempo, c’è chi si esercita sugli scenari che potrebbero derivare da un “no deal”. Il 29 marzo data della Brexit si avvicina.

Redazione CiSiamo
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