Governo in stallo: tensioni interne bloccano l’agenda politica

Caso Sea Watch, spari davanti all'asilo della Magliana, Tav e Trivelle. Il Governo gialloverde arranca tra le tensioni interne e non riesce a venirne a capo.

Sala del Consiglio dei Ministri
Governo in stallo, bloccata l'agenda politica

Il Governo gialloverde arranca. Il caso dei migranti della Sea Watch, con tanto di battibecco tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini, ha lasciato scie che intralciano il cammino della maggioranza. E slittano reddito di cittadinanza e quota 100. Ufficialmente, il rallentamento è dovuto al lavoro della Ragioneria dello Stato, ma sotto traccia resta il nervosismo tra i due alleati di governo.

Viene convocato un Consiglio dei Ministri, ma si tratta solo di intervenire su provvedimenti in scadenza: la nomina alla presidenza Consob al momento è congelata. E poi a Roma si apre un nuovo fronte e parte il ‘fuoco amico’ dei 5 Stelle contro Matteo Salvini. Ad accendere la miccia gli spari davanti all’asilo della Magliana. “Roma ha bisogno di più poliziotti come annunciato dal ministro Matteo Salvini. Non è più possibile aspettare, serve un numero di forze dell’ordine congruo per la Capitale d’Italia” twitta Virginia Raggi.

La risposta a Virginia Raggi

Dal Viminale non ci pensano due volte e risponde per le rime al Sindaco di Roma. “Ognuno faccia il suo mestiere. Solo per Roma tra quelli già arrivati e quelli che stanno arrivando 250 poliziotti in più. Alla Raggi dico: occupati della pulizia delle strade, della puntualità dei mezzi pubblici, visto che c’è tanto da fare“. Ma anche il Vicepremier Luigi Di Maio non apprezza l’attacco arrivato dal Campidoglio. Perché non si mettono attorno a un tavolo anziché twittare? Le risorse per le forze dell’ordine sono in manovra e a breve arriveranno i nuovi assunti. Veniamo da 20 anni di tagli a polizia e carabinieri”.

I casi tav e trivelle

Il clima è teso quando esplodono i casi Tav e trivelle. A intervenire è la Sottosegretaria all’Ambiente in quota Lega Vannia Gava. “Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire No come quella che sta alla base dell’emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni per le trivelle: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo”.

Il problema Tav

Ma i problemi restano sulla questione Tav, per la quale Matteo Salvini apre definitivamente la strada al referendum. “O è un no ben motivato o chiediamo un parere agli italiani”, dice ospite degli studi di Porta a Porta. Poco prima il capogruppo della Lega a Montecitorio, Riccardo Molinari, aveva annunciato il sostegno del partito alla manifestazione a favore della Tav in piazza Castello a Torino. La replica dei 5 Stelle non si fa attendere, con il senatore torinese Alberto Airola che sbotta: “La Lega alla manifestazione pro-Tav? Una vergogna”. E si dichiara “allibito dalla violazione del contratto di governo” che secondo lui starebbe commettendo il Carroccio di Matteo Salvini. “Così il governo non va da nessuna parte… quello è un punto nodale, lo sanno, farlo è una sfida. Sarà una boutade? Non lo so, di sicuro è uno schiaffo in faccia al Movimento 5 Stelle”.