Decreto Sicurezza, la Toscana annuncia il ricorso alla Consulta

Ancora polemiche sul Decreto Sicurezza, che spinge la Regione Toscana al ricorso alla Corte Costituzionale, come ha annunciato il Presidente Enrico Rossi.

Enrico Rossi
La Regione Toscana annuncia il ricorso alla Consulta contro il Decreto Sicurezza

La Regione Toscana annuncia che farà ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto sicurezza. La delibera sarà approvata nella seduta di Giunta di lunedì 7 gennaio. Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana, ha confermato il pieno sostegno alla protesta dei sindaci. Rossi ha dichiarato che “fanno bene a ribellarsi ad una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza”.

 Le parole di Enrico Rossi

Enrico Rossi sottolinea che “per aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno,  almeno in Toscana si avranno tutele stabilite da una legge regionale. Annuncia poi che la proposta di legge approvata dalla Giunta il 22 dicembre sarà al vaglio del prossimo Consiglio regionale.  Per questa legge, aggiunge,  abbiamo già previsto in bilancio 2 milioni di finanziamento”. Si tratta di un provvedimento “che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza: diritti per tutti, non solo per i cittadini italiani, ad essere curati, ad avere una dimora, un’alimentazione adeguata e ad avere un’istruzione”.

La possibilità di legiferare in materia sanitaria

Enrico Rossi ha poi sottolineato che la materia sanitaria, assistenziale e l’istruzione sono materie concorrenti su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. “Già nel 2010 la Corte Costituzionale si era pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una legge analoga che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura. Forte di quella sentenza la Giunta propone ora al Consiglio regionale una legge più estesa e precisa, l’esatto contrario di quella del Governo, che invece viola i diritti fondamentali della persona umana. Confidiamo che possa essere approvata in via definitiva per la metà di gennaio”.

la decisione del Piemonte

Anche il Piemonte segue le orme della Regione Toscana. Ieri, infatti, il Presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha reso noto che la Regione sta valutando se sussistano i fondamenti giuridici come Regione per un ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto sicurezza. E annuncia che “se ci sono le condizioni giuridiche, non perderemo tempo”. 

Redazione CiSiamo
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