Legge di bilancio 2019: la discussione in diretta dalla Camera

In aula oggi la discussione generale sulla Legge di Bilancio 2019.

crisi di governo, cosa succede ora
crisi di governo, cosa succede ora

Discussione in atto dalle 9,30 alla Camera per l’approvazione della Legge di Bilancio 2019. La Commissione Bilancio della Camera ha approvato questa notte, tra il 27 e il 28 dicembre, il mandato al relatore sulla Legge di bilancio 2019. I voti a favore sono stati quella della maggioranza Lega- M5S, mentre Pd e Forza Italia hanno espresso voti contrari.
Le opposizioni in commissione hanno protestato perché il testo definitivo della manovra è stato inviato in Aula senza discutere né votare i circa 350 emendamenti che erano stati presentati alla legge di bilancio.

Luigi Marattin, capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, si è espresso dichiarando che si tratta di una manovra che alza la pressione  fiscale e diminuisce gli investimenti. E aggiunge che, fatto ancora più grave, è stata definita meno di una settimana fa e  “viene approvata senza che i due rami del Parlamento abbiano potuto esaminarla. Direi un capolavoro, sia nel merito che nel metodo”.

Le polemiche

Sono le 10.50 quando, dopo le accese proteste in aula il Presidente della Camera sospende la discussione e convoca la Capigruppo. Gli esponenti delle opposizioni contestano il fatto di non aver discusso adeguatamente gli emendamenti della manovra, e deplorano il fatto che alla discussione non sia presente né il Presidente del Consiglio Conte né il Ministro dell’Economia Tria.

L’intervento di Enrico Borghi

La seduta riprende alle 11.18, e la parola è presa da Enrico Borghi, deputato Pd, che accusa il Presidente Fico di una scelta faziosa, che non tiene conto delle richieste delle opposizioni. Lo accusa di voler far continuare la discussione “indipendentemente da quello che accade nell’assemblea, dalla richiesta di voto per interrompere i lavori, da un parapiglia scatenato dal suo atteggiamento piratesco e farisaico” . Per la prima volta, dice Borghi, “le minoranze non sono state messe in condizione di discutere e votare un emendamento,e questo in spregio all’articolo 72 della Costituzione. E lei consente questo sfregio alle Istituzioni. Lei non può venire qui e far finta che non sia accaduto nulla”.

Le accuse di Emanuele Fiano

Emanuele Fiano, deputato Pd, ricorda poi che è la prima volta nella storia della Repubblica che una legge viene approvata senza discussione del Parlamento. E accusa il Presidente Fico di essere parziale e difendere il Governo e non il Parlamento.

Il richiamo di Fornaro

Federico Fornaro, Leu, spiega che la decisione delle opposizioni di lasciare la capigruppo è una decisione grave ma si adatta alla gravità del momento. E ricorda che non ci sono precedenti di approvazione della Legge di bilancio con iter. Chiede come sia possibile dare ai relatori di minoranza cinque minuti per relazionare sulla Legge di bilancio, perché anche loro hanno il diritto di “parlare al Paese” e invoca più tempo per poter discutere. Guido Crosetto, Fratelli d’Italia rincara la dose, dichiarando che in questo caso il Governo ha violato le regole a tutela della democrazia.

La risposta di Fico

Il Presidente della Camera Roberto Fico spiega allora che la conferenza dei capigruppo era stata convocata proprio per capire come le opposizioni volevano procedere. E dice di comprendere perfettamente il problema. La richiesta principale delle opposizioni era quella di un ampliamento della discussione visto che non c’è stata la possibilità di discutere al Senato e alla Camera adeguatamente. E quando Fico dice che è possibile arrivare ad una conciliazione sulle tempistiche senza però far arrivare la Legge al Presidente della Repubblica il 1 gennaio, le voci si alzano. Richiama poi alla necessità di dover iniziare la discussione generale.

La discussione generale

La discussione generale inizia alle 11.52. Gli esponenti del Governo scelgono di consegnare relazioni cartacee invece che partecipare alla discussione, e anche su questo si scatenano le polemiche da parte delle opposizioni, perché, dice Fiano “ non è salvaguardato il nostro ruolo”. Tanto che viene richiesta una sospensione della seduta per poter leggere le relazioni che non sono state immediatamente rese disponibili né online né cartacee, e poter quindi proseguire la discussione in maniera mirata sulla base di quanto riportato nelle relazioni di maggioranza.

L’intervento di Marattin

I dati di contabilità nazionale, spiega Marattin, dimostrano che nella scorsa legislatura la pressione fiscale è scesa dal 43,6% al 42% del 2018. Ma per effetto della Legge di Bilancio la pressione fiscale salirà al 42,4%, interrompendo la discesa degli ultimi 5 anni. Rincara la dose accusando che gli obiettivi di finanza pubblica contenuti nella manovra sono quelli chiesti dalla Commissione Europea: un deficit strutturale non in peggioramento e un cammino che lo portasse a migliorare nel corso del triennio. E questo è esattamente quanto contenuto nella Legge di Bilancio.

L’assenza delle istanze di destra secondo Rampelli

Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, dichiara l’assurdità dell‘assenza nella Legge di Bilancio delle richieste di chi dovrebbe rappresentare le istanze di destra, cioè della Lega. Chiede dove sia ubicata la politica della “destra sociale e popolare che guarda ai più deboli per strapparli alla povertà attraverso la produzione di ricchezza, perché questa è la cifra stilistica” delle istanze di destra. Il centrodestra “investe, non discrimina la ricchezza,che vuol incrementare e poi redistribuire”. E puntualizza che chi dovrebbe rappresentare le istanze di destra si è preoccupato delle politiche di redistribuzione e non di produzione della ricchezza, cedendo alle politiche assistenzialiste tipiche della sinistra.

 

Redazione CiSiamo
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