L’intervista della settimana: FILIPPO LA MANTIA

    L’intervista della settimana: FILIPPO LA MANTIA
    L' INTERVISTA DELLA SETTIMANA

     
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    Seconda puntata della nostra rubrica L’intervista della settimana, questa volta l’ospite in questione è un grandissimo chef, Filippo La Mantia. Lo abbiamo intervistato telefonicamente per parlare della Giornata Mondiale sull’Alimentazione, ma tralasciando un po’ i temi politico-sociali e concentrandoci più sulla cucina.

    L’intervista della settimana: Filippo La Mantia

    Tu sei un siciliano doc, ma sei a Milano da tanti anni. Ti manca la tua terra?

    Mi manca, ma quando ho bisogno torno. Poi la vivo tutti i giorni perché ne parlo e la tratto nel mio lavoro quotidianamente. Io tratto quasi esclusivamente Sicilia. Io, facendo cibo, faccio trovare ai miei clienti qualsiasi ingrediente che viene dalla mia terra.

    Dai qualche consiglio agli ascoltatori di CiSiamo.info sull’alimentazione. Meglio seguire la dieta mediterranea oppure…

    Allora, innanzitutto ci tengo a precisare una cosa che dico sempre: la dieta mediterranea non è una dieta, è uno stile di vita. Proviene dal contadino che si nutre stagione per stagione, coi prodotti freschi dell’orto, con l’olio extravergine di oliva che è il primo ingrediente in assoluto. Poi, ovviamente, ognuno ha il suo modo di interpretarla. Qualcuno ha una visione più architettonica della cucina, altri invece, come me, hanno una visione più romantica del mondo culinario.

    «Il cibo è ricordo. Siamo tutti figli di donne che ci hanno nutrito e  se uno ha incamerato nozioni positive dal cibo, se le ricorderà sempre»

    Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo e qual è il tuo cibo preferito?

    Il mio ricordo, quello più predominante, è quando da giovincello andavo a mangiare da mia nonna e trovavo sempre qualcosa di caldo dentro il tegame. Poi per me la cucina è soprattutto quella estiva: pomodoro, basilico, capperi, melanzane… quando ho fame io mi faccio uno spaghetto col sugo di pomodoro. Non ho bisogno di altro.

    Hai un ristorante molto bello dal punto di vista estetico, sei uno molto attento da questo punto di vista?

    Sì, io sono uno attento alle architetture e al design. Io voglio vivermi un luogo che mi corrisponda in pieno e quindi mi sono progettato un posto che potesse piacere sia a me, sia a miei clienti. Oggi, per fortuna, è diventato un luogo di aggregazione sia perché il luogo è bello, sia perché piace quello che io offro. Ho indovinato!

    Tu ripeti sempre un mantra, la pasta dev’essere…

    Al dente! Sempre. Se il cliente una pasta scotta non gliela faccio. Sulla cottura della pasta non transigo. È un’offesa all’italianità. La pasta la devi sentire, la devi masticare. La pasta al dente fa bene, la digerisci meglio. Assolutamente.

    Consigli facili per mamme e nonne o papà e nonni, che ogni giorno cucinano?

    Non mi potrei mai permettere di dare dei consigli a chi cucina in casa, anzi loro dovrebbero darli a me. Io non conosco cuochi che quando cucinano o creano a un piatto nuovo non pensino a loro, a quanto proposto dalle loro nonne o mamma durante l’infanzia.

    Che cosa vuole essere Filippo La Mantia tra cinque anni?

    Guarda, lo giuro che non lo so. Non so nemmeno cosa sarò tra cinque minuti. Io ho un motto: “ogni giorno è il primo giorno”. In questo momento voglio far star bene la gente.

    Consigliaci un piatto veloce.

    Allora, metti in un tegamino dell’olio crudo, sciogli delle alici di Cetara, metti del succo di limone, abrustolisci della mollica di pane, fai uno spaghetto al dente e mischi tutto. Fatto.

    Redazione CiSiamo
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