Skullbreaker Challenge, il nuovo trend di TikTok che può costare la vita

La sfida consiste in un vero e proprio atto di violenza nei confronti di una vittima ignara, coinvolta a partecipare in un salto ma poi sbilanciata da uno sgambetto a mezz’aria con lo scopo di farla cadere di schiena provocando gravi danni.

TikTok
TikTok Skullbreaker Challenge. Immagine presa da Fm104.ie

Come abbiamo già visto in passato anche su altre piattaforme, TikTok diventa molto spesso sede di challenge. Ossia sfide collettive nelle quali un utente della piattaforma invita tutti gli altri a replicare balli, coreografie o altre azioni di vario genere. Alcune di queste sfide diventano virali e vengono raccolte da migliaia di persone.

In alcuni casi ad acquisire notorietà sono challenge potenzialmente pericolose. E’ ciò che sta accadendo con la cosiddetta Skullbreaker Challenge. E’ una sfida che in realtà non è altro che un inganno di pessimo gusto che può mettere in serio pericolo chi ne cade vittima.

Challenge di TikTok scoppiata in Sudamerica

Di questo fenomeno hanno iniziato a parlare le prime testate alcuni giorni fa, dopo le prime testimonianze provenienti da chi utilizza TikTok in Sudamerica. Dunque la sfida prevede come premessa che tre persone allineate in orizzontale saltino in modo alternato di fronte alla fotocamera dello smartphone. La persona al centro del trio non è però un vero partecipante, quanto piuttosto la vittima inconsapevole della challenge.

Al suo turno le due persone al suo fianco ne spingono le gambe in avanti con un calcio in modo da farla atterrare sbilanciata all’indietro. Priva di punti d’appoggio la vittima atterra di schiena. La forza dell’impatto e la perdita d’equilibrio portano spesso a un urto involontario della testa contro il terreno, con conseguenze imprevedibili.

Da ciò il nome della challenge, che in Sudamerica è nata con il nome di Rompecraneos e che in italiano si potrebbe tradurre con Spaccatesta. Non è difficile capire come questo comportamento possa avere conseguenze violente. Nonostante sia ancora presto per comprenderne la reale diffusione in termini di pubblico, secondo alcune testimonianze la partecipazione alla competizione ha già provocato danni rilevanti ad alcune delle persone coinvolte.

Non è la prima volta che tendenze pericolose rischiano di diffondersi a macchia d’olio a mezzo social e proprio attraverso il subdolo stratagemma della sfida agli utenti. Ricordiamo la Bird Box challenge che prevedeva di compiere azioni pericolose bendati alla Tide Pods challange che ha portato in molti a masticare capsule per detersivo. L’unica soluzione per le piattaforme che rischiano di farsi megafoni per questi contenuti è quella di mettere al lavoro i propri algoritmi per bandire video simili dalle loro pagine.

Elena Siotti
Sono Elena, ho 22 anni e frequento il terzo anno della facoltà di scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Poter scrivere per Ci Siamo.info rappresenta per me un grande traguardo e spero che sia il primo di tanti altri.