Israele, la protesta a Tel Aviv: “Qui per salvare la democrazia”

Una manifestazione che resterà nella storia: distanziamento sociale e mascherine per tutti. I manifestanti di Israele sono scesi in piazza contro il governo.

I manifestanti di Tel Aviv (Israele). Lo scatto è preso da News Coronavirus
I manifestanti di Tel Aviv (Israele). Lo scatto è preso da News Coronavirus

Si sta scrivendo la storia, un’altra volta. Nella giornata di ieri, domenica 19 aprile, a Tel Aviv si è tenuta una manifestazione di protesta contro il governo israeliano. Una manifestazione diversa dal solito, nei giorni dell’epidemia del Coronavirus: in piazza sì, ma nel pieno rispetto delle regole imposte e quindi con un distanziamento di almeno due metri l’uno dall’altro.

I manifestanti sono scesi in piazza per denunciare i rischi per la democrazia legati alle trattative fra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo ex avversario politico Benny Gantz per formare un governo di coalizione. 

La protesta in piazza

I manifestanti di Tel Aviv hanno preso posto su delle “x” disegnate per terra a distanza di due metri gli uni dagli altri. Il volto è coperto dalla mascherina, segno che il Coronavirus fa paura, anche ad Israele.

La convocazione è arrivata, come spesso accade negli ultimi anni, via social, con un appello su Facebook del movimento delle “bandiere nere”, che dava appuntamento nella piazza dedicata a Yitzhak Rabin per “salvare la democrazia”. Nel mirino, i colloqui del leader del partito di centro Blu-Bianco con il capo del governo uscente, che guida il partito di destra Likud, incriminato per corruzione.

Benny Gantz. Potrebbe esserci una svolta in Israele (lo scatto è di Affari Italiani)

Israele: che cosa sta succedendo?

Facciamo un passo indietro. Come siamo arrivati a questo punto? Lo scorso 2 marzo gli israeliani sono tornati alle urne per la terza volta in meno di un anno, per stabilire chi aveva la maggioranza fra Netanyahu e Gantz (ne avevamo parlato qui). In seguito a un risultato nuovamente ambiguo, il presidente Rivlin aveva incaricato Gantz, capo della coalizione Blu-Bianco, di formare un nuovo governo.

In piena pandemia, l’incaricato aveva aperto – a sorpresa – la strada ad un governo di “unionità nazionale” con il primo ministro uscente Netanyahu, assicurando però che non avrebbe condiviso il potere fino a che non avesse risolto i suoi problemi con la giustizia. Dopo la scadenza del mandato a Gantz, lunedì scorso, il presidente Rivlin ha incaricato il Parlamento di proporre, entro meno di tre settimane, un deputato che possa cercare di formare un governo e mettere fine a oltre un anno di crisi politica. Ma nel frattempo, i sostenitori di Gantz e Netanyahu proseguono il dialogo per un possibile accordo. L’apertura di Gantz aveva fatto molto discutere e creato non pochi malcontenti: alcuni alleati di Gantz lo avevano definito “un vero e proprio tradimento”.