Coronavirus: cosa sta succedendo negli Stati Uniti?

Molte cose: tra cui le proteste nelle principali città a casa del Coronavirus, la CNN che non trasmette i briefing di Trump, i numeri che restano preoccupanti. Il punto sugli Stati Uniti d'America.

OLYMPIA, Stati Uniti (Photo by Karen Ducey/Getty Images)
OLYMPIA, Stati Uniti (Photo by Karen Ducey/Getty Images)

L’emergenza Coronavirus è ancora molto forte negli Stati Uniti. Da settimane, infatti, gli USA sono il paese maggiormente colpito dall’emergenza sanitaria e si registra proprio oltreoceano il bilancio più drammatico a proposito di morti e contagi.

I dati del Coronavirus

Secondo i dati della Johns Hopkins University, i casi di COVID negli States sono oltre 760 mila. Il numero dei morti, attualmente, è pari a 35314 (ma altri giornali riportano numeri ancora più drammatici), mentre il numero delle persone guarite è poco superiore a 70 mila. L’area più colpita è senza ombra di dubbio quella dello Stato di New York.

Le mosse di Trump negli ultimi giorni

I numeri da COVID-19, secondo le autorità sanitarie USA, stanno diminuendo e la situazione in alcuni stati del paese inizia ad essere sotto controllo. Il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, che in questi mesi si è approcciato al tema Coronavirus in modo altalenante (ne abbiamo parlato qui), ha dichiarato che “si stanno facendo costanti progressi nella guerra al virus”. Da qualche giorno la CNN ha iniziato a non trasmettere la prima parte della lunga diretta del briefing quotidiano di Donald Trump sull’emergenza coronavirus, quello in cui parla senza contraddittorio illustrando dati e tendenze riguardanti la crisi. Un briefing che molti media criticano come propaganda politica.

Le proteste negli Stati Uniti

L’ANSA ha riportato che ci sono state nuove proteste ieri contro il lockdown di alcuni governatori americani contro il coronavirus. Sabato si sono svolte manifestazioni ad Austin, Annapolis e Indianapolis. La piu’ grossa e’ stata a Olympia, capitale dello stato di Washington, dove 2.500 persone sono scese in piazza con bandiere Usa e cartelli inneggianti alla riapertura. Gran parte dei partecipanti – riportano i media – era senza mascherina e non ha rispettato il distanziamento sociale. Alcune centinaia di persone si sono invece radunate a Denver, in Colorado, e a Nashville, in Tennessee.