Coronavirus: la situazione in Russia peggiora (e ci sono almeno due problemi seri)

Sono 20 mila i casi di Coronavirus in Russia. Per il Cremlino adesso l'emergenza COVID è più evidente che mai e ci sono alcuni problemi che il Paese deve affrontare.

Vladimir Putin e il calo dei seggi ottenuti alla elezioni tenute a Mosca
Vladimir Putin (foto di repertorio)

E’ difficile quantificare i dati sul Coronavirus in Russia. Secondo gli ultimi aggiornamenti, dati questa mattina da diversi giornali italiani, i casi di COVID-19 in Russia sono aumentati di 3.388 unità nel corso delle ultime 24 ore arrivando a toccare quota 24.490. La situazione più drammatica si registra nella città di Mosca, dove il numero dei contagiati è salito a 14.776 unità. I morti sono arrivati a 198, ovvero +28 in un giorno solo.

Putin: “Non abbiamo superato il picco”

Lo avevamo scritto qualche settimana fa, vale anche oggi: il Cremlino è costretto a fare i conti con il Coronavirus. All’inizio della pandemia sembrava che la Russia fosse stata in grado di limitare l’avanzata del virus: la chiusura delle frontiere da una parte e i primi interventi di lockdown dall’altra sembravano aver messo il Paese in una situazione privilegiata. Negli ultimi giorni, però, dopo trend di peggioramento consistenti, anche il Presidente russo, Vladimir Putin ha ammesso che il virus rappresenta una minaccia.

“Abbiamo molti problemi, e non abbiamo granché di cui vantarci, né motivi particolari per farlo, e di certo non possiamo rilassarci. Non abbiamo superato il picco dell’epidemia, nemmeno a Mosca”, avrebbe detto lunedì 13 aprile il presidente russo a un gruppo di alti funzionari governativi, secondo quanto riportato dal New York Times.

Coronavirus: la Russia ha (almeno) due problemi

Sono almeno due i problemi che la Russia deve affrontare in questo momento. Il primo è relativo all’informazione. Sono settimane infatti che i dati ufficiali russi sui numeri dei contagi e decessi da COVID-19 destano sospetti e critiche. Nei giorni scorsi, riporta Il Post, è emersa una lettera firmata dal capo del dipartimento della Sanità di Mosca Aleksei Khripun, che ammette che i test sono stati compromessi «da un alto numero di risultati falsi» e che le cifre reali sui contagi sono molto più alte. Anastasia Vasilieva, che è a capo di un sindacato indipendente di dottori, ha accusato il governo di aver deliberatamente classificato le morti per coronavirus come normali polmoniti. Vasilieva, sempre quanto riporta Il Post, è stata poi arrestata.

Vladimir Putin visita un ospedale in Russia. La foto arriva dall’account twitter del Cremlino.

Il secondo problema che il Cremlino deve affrontare è strutturale e riguarda ospedali e personale medico. Come negli altri paesi colpiti dalla pandemia, si teme che cominceranno a scarseggiare il personale e i dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari. Soltanto poche settimane fa, Tatyana Golikova, a capo della task force nominata da Putin per il coronavirus, aveva assicurato al governo che la Russia aveva tutte le attrezzature per affrontare l’epidemia, che non c’era «nessuna ragione per allarmarsi». L’abbondanza delle dotazioni russe sembrava confermata anche dagli aiuti distribuiti in paesi come Italia, Serbia e Stati Uniti.

Russia: si costruiscono ospedali COVID

Invece, solo pochi giorni dopo, la Federazione è corsa ai ripari.

A Rostov (città russa nell’area meridionale del Paese), lo scorso 10 aprile sono iniziati i lavori di costruzione di un ospedale destinato a ospitare i malati COVID. La nuova struttura metterà a disposizione 160 posti letto ed è stata visitata, nella fase iniziale dei lavori, dal ministro della Difesa, Timur Ivanov.

In tutto il Paese, riportano diversi giornali, per affrontare in strutture adeguate l’emergenza sanitaria saranno realizzate 16 strutture mediche per i pazienti Covid.